VARESE (lr) Aumentano gli studenti ma gli insegnanti diminuiscono: circa 600 docenti in meno a settembre solo nelle scuole della provincia di Varese frequentate da quasi 2 mila ragazzi in più. Un situazione di squilibrio che secondo i sindacati confederati (Cgil Cisl e Uil) e lo Snals avrà come unico risultato quello di peggiorare la qualità della scuola e di conseguenza la preparazione dei ragazzi.Stando ai primi dati la situazione è drammatica in tutta la Regione Lombardia dove, a fronte di un aumento di 11 mila e 800 alunni i tagli decisi dalla riforma Gelmini e dalla Finanziaria di Tremonti impongono tagli per circa 5 mila insegnanti (696 maestri in meno solo sulle elementari, cui si aggiungono 2256 docenti tagliati sulle medie e altri 2 mila circa per le superiori). Per ora a livello provinciale i conti precisi sono stati elaborati solo per quanto riguarda le scuole elementari: le iscrizioni per l’anno scolastico 2009-2010 sono aumentate per cui si prevedono 250 piccoli alunni in più rispetto alla situazione attuale. E a Varese sono aumentate sensibilmente anche le richieste di tempo pieno a 40 ore settimanali: a sceglierlo è una su 4, (vale a dire il 5% in più rispetto all’anno scorso, l’incremento maggiore di tutta la regione) e per coprirla tutte servirebbero circa 90 docenti in più, rispetto alla situazione attuale. Il Ministero invece impone al nostro
territorio di rinunciare a 89 maestri elementari. «Assurdo – spiega Savino Famiglietti – tagliare docenti nel momento in cui la richiesta è maggiore significa tagliare sulla qualità dell’insegnamento. Significa aumentare il numero di bambini nelle classi e ridurre a zero le ore di compresenza di due docenti nella stessa classe indispensabili a un insegnamento personalizzato sui bambini, in modo che qualunque difficoltà possa essere subito recuperata».Secondo i sindacati l’origine di questo squilibrio sarebbe dovuto allo scarsissimo successo ottenuto dalla ritorno al maestro unico voluto dal ministro Gelmini «che evidentemente sbagliava quando prevedeva una massiccia adesione alla vecchia formula delle 24 ore settimanali, con lezioni solo al mattino» spiegano i rappresentanti di categoria che per argomentare le loro tesi citano un unico dato: «In tutta la provincia di Varese sono solo due le classi che hanno scelto il maestro unico». Le altre famiglie hanno preferito le formule con i rientri pomeridiani di 27-30 o 40 ore settimanali. «Quello che chiediamo al Ministro è di rivedere i tagli già decisi per rispettare le scelte educative compiute dalle famiglie» spiega Famiglietti che denuncia anche crescenti difficoltà economiche dei genitori. «Ormai ci sono famiglie per cui pagare il buono mensa è diventato impossibile. Si tratta di circa 100 euro al mese per ogni figlio. Una cifra che inizia a pesare nelle famiglie dove magari entrambi i genitori hanno perso il lavoro».
e.marletta
© riproduzione riservata













