La faccia di Stefano Sottili sembra quella di un bambino che ha appena scartato i regali di Natale.
Eppure se l’era vista brutta stavolta. «Ma oggi dal punto di vista dell’equilibrio, del raziocinio, del saper cosa fare, del non perdere la testa, è stata la nostra miglior prestazione. Con il Pescara è stata per il pubblico la gara più spettacolare, con continui capovolgimenti di fronte, ma oggi io di parate di Bressan non ne ricordo. Certo hanno fatto un gol nel primo tempo e c’era una situazione dubbia su Falletti nella ripresa, poi sono state occasioni nostre e questo basta per legittimare la vittoria».
È arrivato un altro successo e per di più senza crampi per nessuno. «Di sicuro negli ultimi 20 minuti il Varese stava meglio della Ternana. E aveva più gambe, più convinzione nella possibilità di portare a casa il risultato pieno». Zecchin-Pavoletti chi li ferma? «Troppo facile, queste sono chiacchiere da bar, oggi gli elogi vanno fatto ai tre ragazzi che sono entrati,
perché hanno inciso in modo determinante. Il merito va a quei ragazzi che talvolta trovano poco spazio per mie scelte ma che però ogni volta si fanno trovare pronti. Come equilibrio mentale non è semplicissimo, invece stanno dimostrando maturità al di là della loro età e anche una grande professionalità, voglio solo che continuino così fino alla fine».
«Siamo 27 e ci diamo una mano»
è il vero protagonista di questo pomeriggio thrilling. «Tre partite in una settimana sono dispendiose. Faceva caldo anche oggi, noi siamo cresciuti alla grande nel secondo tempo, dove loro si sono visti poco. Però chi ha cercato la vittoria di più siamo stati noi».
È un Varese che non muore mai. «Era difficile trovare spazio, siamo stati bravi a ripartire con buon piglio dopo lo svantaggio, poi ci abbiamo provato fino alla fine». La mano – o meglio il piede – di Zecco su entrambi i gol. «Sul primo abbiamo recuperato palla su un rinvio del portiere, loro erano messi male e ho lanciato Leonardo. Sulla punizione di solito i portieri si aspettano la palla sopra la barriera, ma io le sto provando in tutti i modi. Non sempre va bene, stavolta sì».
Venerdì c’è una gara trappola a Padova. «Andiamo là con tanto entusiasmo e tanta umiltà. Noi siamo 27, e ci diamo una mano tutti, anche quelli che giocano meno. I risultati danno entusiasmo e ti portano lontano».
non doveva nemmeno esserci. Invece… «Il mister mi ha chiesto se me la sentivo e io gli ho detto di sì perché dobbiamo anche stringere i denti. Ora che abbiamo vinto va un po’ meglio comunque».
Tre punti d’oro se non di più. «Questo è un ottimo segnale, vuol dire che ci crediamo fino all’ultimo. Non è la prima volta che andiamo sotto e riusciamo a recuperare, è molto importante per noi. Loro erano quadrati, non c’erano tanti spazi, ma ancora una volta questo gruppo ha dimostrato di avere carattere e di crescere sempre di più». Cosa significa Pavoletti per il Varese? «È un trascinatore, da quando è arrivato ha dimostrato di essere di categoria superiore e ci sta aiutando a fare il salto di qualità. Poteva benissimo fare la serie A già da quest’anno».
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