Società partecipate, l’altra faccia dei costi della politica. Quanti varesini ben piazzati sulle poltrone regionali.
Secondo le stime degli esperti, in tutta Italia ci sono ben 3.127 enti strumentali tra Comuni, Province e Regioni, praticamente uno ogni 20mila abitanti, che costano ai contribuenti sette miliardi di euro all’anno di strutture burocratiche, di cui due miliardi e mezzo solo per mantenerne i consigli di amministrazione.
Anche la virtuosa Lombardia non è da meno. C’è caso e caso: i carrozzoni e le società che servono. In comune hanno il fatto che le poltrone di vertice e gli incarichi annessi e connessi tendono ad essere spartite, nella gran parte dei casi, con i soliti metodi dell’appartenenza politica cari a Cencelli.
Tra le ultime nomine estive c’è la consulta degli ordini professionali, in cui Varese è stata premiata in modo “bipartisan”:, architetto di Besozzo, già assessore per la Lega Nord, designato dalla maggioranza, e, ingegnere, assessore a Caronno Pertusella per il Pd, designata dalla minoranza. Al comitato scientifico per la sicurezza urbana invece c’è , leghista varesino, per 185 euro a seduta.
I pezzi da novanta sono le società partecipate in modo totalitario. Come Finlombarda, dove nel Cda c’è , vicesindaco leghista a Castellanza (a 22mila euro annui), ma anche direttore della fondazione Minoprio, altro ente regionale.
Oppure Infrastrutture Lombarde, dove c’è , presidente del consiglio di gestione per un compenso da 94mila euro annui, mentre , dirigente regionale originaria di Comerio, è nel consiglio per 256 euro di gettone a seduta. , di Porto Ceresio, è nel consiglio di sorveglianza di Lombardia Informatica per un compenso da 20mila euro lordi annui.
, in quota Lega, è nel Cda dell’Istituto dei Tumori: 34mila euro. , fedelissimo del sindaco , è nel Cda di Arpa e in Eupolis, entrambi per 949 euro al mese.
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