Premiati a Ville Ponti i talenti dell’ingegneria internazionale

Ieri a Ville Ponti sono stati consegnati gli Italian Technology Awards, a 29 tra laureandi e neolaureati selezionati tra i migliori studenti delle facoltà tecniche di Canada, Messico, Russia, India e Stati Uniti.

Si tratta di un particolare riconoscimento promosso dall’Ice, l’Istituto Commercio Estero, in collaborazione con l’Università Cattaneo Liuc di Castellanza e con diversi enti e istituzioni (tra cui Federmacchine), che premia i più promettenti talenti del settore ingegneristico meccanico.

Il premio consiste in un viaggio-borsa di studio, lo scopo è duplice, quello della formazione e quello della possibilità di rendere “ambasciatori del made in Italy” i migliori talenti stranieri in circolazione, coloro cioè che saranno i futuri manager e che quindi potranno avere potere decisionale sulle scelte di acquisto delle aziende per le quali lavoreranno.

L’intero evento è iniziato il 30 giugno e dura fino al 5 luglio, in questi giorni i ragazzi saranno impegnati nelle visite sul campo delle più importanti eccellenze italiane, territorio varesino compreso, saranno infatti al Centrocot di Busto Arsizio e al Btsr di Olgiate Olona.

È promozione indiretta del made in Italy manifatturiero: «La Liuc è un’Università molto legata al territorio in particolare al settore industriale e manifatturiero – ha detto dell’Ice – è un viaggio premio che mettiamo a disposizione di studenti di ingegneria meccanica dei paesi che individuiamo e che consideriamo prioritari, ai vincitori facciamo conoscere l’elevato livello della nostra manifattura e tecnologia. Made in Italy non è solo moda, turismo, ma tutto ciò si inquadra all’interno del progetto denominato Machines Italia». I futuri manager saranno i decisori d’acquisto o daranno consulenza alle aziende in merito alla tecnologia da acquistare. «Sarà per loro un’esperienza diretta – ha detto docente Liuc – con noi hanno acquisito elementi per leggere meglio queste realtà, capirle di più».

«Spesso – continua Sinatra – di queste aziende si vede solo la punta dell’iceberg, sono aziende che lavorano con tanti fornitori, che stabiliscono delle reti, che si consorziano con altri, che competono con qualcuno e che collaborano con altri, insomma hanno modelli di business diversi, lontani da quelli classici e comunque non particolarmente noti. Abbiamo cercato di far capire a queste persone quali sono le caratteristiche e le modalità di gestione per dare una chiave di lettura più intensa rispetto alla realtà. L’ambizione è quella che ricordino questa esperienza, che diventino frequentatori di queste imprese, e se ricopriranno posizioni importanti nelle loro aziende, cosa che accadrà perché sono già ingegneri di livello, considerino anche queste tra i fornitori».

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