«Prima gli stipendi poi il futuro della Quiete»

Il fallimento - Il sindaco Galimberti interviene sul caso della clinica, che può cominciare a guardare al futuro

– «Ho incontrato Roberto Casinelli settimana scorsa. Ho fatto una premessa importante: prima di qualunque cosa dovranno essere pagati gli stipendi arretrati dovuti ai lavoratori». Il sindaco di Varese interviene su La Quiete, clinica considerata un’eccellenza della sanità varesina, che in questi giorni vive l’ora della verità. I dipendenti non vengono pagati da quattro mesi. Il fallimento ha rimesso la

clinica all’asta dopo che i proprietari dei rami d’azienda (non delle mura che restano in seno al fallimento Ansafin) non hanno versato i 9milioni di euro dovuti, perdendo di fatto 920mila euro, e non hanno mai pagato un euro d’affitto al fallimento stesso. L’asta di venerdì è andata deserta e sembrava che l’ombra della chiusura si allungasse sulla clinica.

In serata la svolta: Casinelli, imprenditore frusinate, si è offerto di pagare il primo degli stipendi dovuti ai lavoratori entro il 4 agosto e di saldare il dovuto ai lavoratori, è il caso di dirlo, in tempi estremamente rapidi. Casinelli avrebbe presentato il nuovo piano industriale sia a Galimberti che al prefetto Giorgio Zanzi. Il primo cittadino rispetta la delicatezza del momento e non si spreca in dettagli. Ci tiene però a mettere un punto fermo: «la mia premessa, prima di ascoltare qualunque altra informazione, è stata chiara: prima di ogni altra cosa dovranno essere salvaguardati i diritti dei lavoratori».
E così è stato. C’è l’impegno di Casinelli a pagare gli stipendi con proroga dell’esecuzione di sfratto da parte dell’ufficiale giudiziario sino al prossimo 16 settembre. «È fondamentale che l’impegno verso i lavoratori venga mantenuto», aggiunge Galimberti. E gli stessi lavoratori hanno dichiarato che il solo politico che su La Quiete si sia speso e abbia preso una posizione precisa pubblicamente è stato proprio Galimberti. «Adesso – continua il primo cittadino – è fondamentale per la città che la clinica, realtà estremamente importante sul territorio, esca da questa situazione e recuperi stabilità».
Casinelli, a quanto pare, vorrebbe acquisire oltre ai servizi anche le mura della clinica in modo da dare avvio a un rilancio completo. «La Quiete è un’ottima struttura che deve acquisire adesso una dimensione moderna – aggiunge Galimberti – moderna nel senso che la clinica può e deve acquisire un ruolo giusto e definito di supporto alla sanità pubblica». Alcuni medici storici della clinica avevano auspicato investimenti in particolare nel settore della riabilitazione. Settore sanitario che sul fronte pubblico è in sofferenza.
«Non sono un tecnico e se questo lo dicono dei tecnici non posso che condividerlo – conclude Galimberti – Questo è quello che intendo per moderno. Andare ad operare in modo parallelo ma omogeneo con la sanità pubblica. La clinica è una struttura eccellente. Lo è sempre stata. Ora è necessario uscire da questa situazione di instabilità per poter ripartire. Varese non vuole perdere questa importante realtà».