Pro, Ripa e Serafini i due volti della squadra

BUSTO ARSIZIO Ciccio Ripa e Matteo Serafini, le due facce della stessa Pro Patria. L’una che non ne vuole sapere di continuare con la maglia biancoblù, l’altra che vuole proseguire il suo cammino. Il cannoniere a dicembre non aveva seguito il gruppo andando da solo sulla strada della messa in mora che poi Savino Tesoro aveva stoppato pagandogli il dovuto. Ma Ciccio aveva intravisto un pertugio: la data dei bonifici era andata oltre il termine dei venti giorni. «Oltre al Benevento – dice – ci sono altre società come la Nocerina. Vediamo quello che succede». E se non succede?«Vorrà dire che starò alla Pro Patria, ma non so in quali condizioni potrò giocare anche perché la situazione non chiara».Quella maglia gli sta stretta e ieri circolava la voce che Ripa non si fosse aggregato alla squadra in polemica proprio con la società. Sabato mattina aveva preso corpo il giallo di sintomi influenzali poi trasformatisi in mal di testa, ma

mister Novelli lo aveva comunque convocato.E Serafini?  «Martedì sarò presente agli allenamenti e penso che ci saremo tutti per giocarci questo campionato. Sabato pomeriggio quando Pattoni ha parlato con ognuno di noi e gli abbiamo prospettato la nostra situazione che penso già conoscesse, ma ha voluto un incontro personale con chi ha contratti alti e lunghi e ci ha detto, appunto, che in settimana attende nuovi liquidi e che ci pagherà oltre a dirci che il suo obiettivo è ridurre i costi».Una linea che il Teo condivide non certo ad occhi chiusi. Ma per il bene della Pro Patria «mi sembra giusto che noi che guadagniamo bene dobbiamo fare un sacrificio. I nostri tifosi tirano fuori cento euro per venirci incontro, darci una mano per le nostre spese ed è gente guadagna milleduecento euro al mese, mi sembra che sia nostro dovere ridurre i nostri contratti per salvare la Pro Patria».oggi due pagine su La Provincia di Varese

m.lualdi

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