VARESE Varese città antianimalista. Il poco generoso epiteto è stato affibiato alla città giardino dalla rivista Quattrozampe, “bibbia” degli amanti degli animali. Dove nell’ultimo numero la nostra città si è trovata messa alla gogna a causa dell’ordinanza che vieta l’ingresso degli animali d’affezione nei locali pubblici dove si mangia e si beve. «Varese antianimalista» è stato il titolo diretto ed esplicito comparso sulla rivista. Che riapre una ferita mai chiusa, ovvero l’emanazione, negli ultimi mesi della scorsa giunta, di quell’ordinanza che ha scatenato indignazione e proteste da parte degli stessi esercenti
e soprattutto degli amanti degli animali. Una definizione e un attacco all’amministrazione, che l’assessore all’ambiente Stefano Clerici, tra le cui competenze c’è appunto la politica comunale rivolta agli animali, non accetta. «Quell’ordinanza è stato un errore e lo abbiamo subito detto – dice Clerici – uno sbaglio, nato dalla buona fede ma che ha ingigantito un problema preesistente, della passata amministrazione. Oggi, dopo che nel nostro programma elettorale è stato inserito tra i punti l’obiettivo di rendere Varese a misura di uomo e di animale, abbiamo intenzione di modificare la situazione».
E quindi l’ordinanza andrà eliminata. «Ci siamo insediati da poco ed abbiamo dovuto affrontare diverse priorità – continua l’assessore pidiellino – dopo la pausa estiva mi impegnerò personalmente a velocizzare la modifica del regolamento di igiene pubblica, in modo da consentire ai padroni di cani di potere entrare nei locali senza dovere lasciare i loro amici fuori».
E Clerici annuncia inoltre altre iniziative legate al mondo animale. «La realizzazione di aree, interne alla città, per la sgambatura, ed una giornata dedicata agli animali al quale sarà invitato anche il ministro Brambilla». Ma l’assessore comunale risponde anche con polemica all’articolo di Quattro Zampe. «Ritengo che la nostra città
non meriti quella definizione poco generosa. La nostra popolazione è molto sopra alla media per numero di animali per famiglia, non esistono quei fenomeni di randagismo che colpiscono molte altre città ed il Comune è riuscito a risolver emergenze come quella del canile ed a sbloccare il progetto del gattile».
Chi però non fa sconti all’amministrazione è il capogruppo del Pd Fabrizio Mirabelli. Il quale, già l’anno scorso, aveva affrontato consegnato in Comune una raccolta firme di quasi mille persone che chidevano la modifica della restrizione. «Ho già sottolineato al tempo – dice Mirabelli – come seconda me, solo i gestori dei locali, di propria iniziativa, possono decidere di applicare il divieto semplicemente in quanto proprietari. Addirittura oggi a Varese i commercianti che non rispettano quest’assurda ordinanza rischiano una multa dai 25 ai 500 euro».
Marco Tavazzi
e.marletta
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