Questa volta sul Colle ci sale Varese

Questa volta sul Colle ci sale Varese
Mai successo: i tre grandi elettori del Presidente della Repubblica per la Lombardia vivono in provincia. Si tratta di Roberto Maroni, Raffaele Cattaneo e Alessandro Alfieri. Nomi? Per ora nessuno si sbilancia

– Sarà la provincia di Varese a rappresentare la Lombardia nell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Sono, infatti, tre varesini i grandi elettori nominati ieri mattina dal consiglio regionale lombardo.
Si tratta del Presidente della Regione (40 voti), del Presidente del Consiglio regionale (32 voti) e del consigliere regionale del Pd (21 voti). Il voto è avvenuto a scrutinio segreto utilizzando un’apposita cabina.
«Sono riconoscente al Consiglio regionale per l’incarico ricevuto – commenta il governatore Maroni – Vedremo quali saranno i candidati, valuteremo e poi decideremo».
Per il segretario del Pd, «rappresentare la Regione Lombardia in questo passaggio importante è per me un onore».

Cattaneo, invece, già tra la rosa dei grandi elettori nel 2013, spiega che «l’aula ha scelto la strada istituzionale con l’elezione del presidente della Giunta e il presidente del Consiglio, che è la modalità consueta per i grandi elettori. Il voto di oggi, però, ha anche un significato politico: conferma che la maggioranza di centrodestra in Lombardia è solida e che Ncd al suo interno svolge un ruolo sostanziale e autorevole».
Sull’identikit del futuro Presidente della Repubblica tutti e tre i delegati varesini concordano nel dire che «dovrà sicuramente essere una persona dotata di prestigio internazionale».
È Alfieri a puntualizzare in merito a questa caratteristica. «Oggi il presidente della Repubblica non è più solo il garante della Costituzione, ma un punto di riferimento per le istituzioni internazionali, considerando che stiamo attraversando una fase non ordinaria serve una figura con un profilo alto e autorevole». Maroni non si sbilancia e si limita a lanciare l’amo: «Non voterei mai Amato».
Cattaneo invece chiarisce che il Presidente della Repubblica dovrà essere «un arbitro e non un giocatore perché, per natura, il presidente della Repubblica è sopra le parti e non può essere un giocatore della squadra in campo. Deve anche essere un politico che conosce dal di dentro le istituzioni democratiche: una soluzione come quella scelta per la presidenza della Camera e del Senato non andrebbe bene per la presidenza della Repubblica. La Boldrini e Grasso sono autorevoli, ma privi di esperienza politica».

Il Presidente del Consiglio regionale, inoltre, precisa che «il centrosinistra ha vinto le ultime elezioni politiche con un vantaggio limitato ed è già rappresentato nella maggior parte dei vertici istituzionali».
«C’è, però, l’altra metà degli italiani che si riconosce nel centro sinistra è che ha diritto a trovare voce all’interno delle istituzioni: il Presidente della Repubblica deve rappresentare tutta l’Italia. Serve quindi una figura che appartenga a una cultura liberale e popolare».
Cattaneo ricorda che negli ultimi anni il Paese è stato governato a metà dal centrosinistra e centrodestra.
«Per quanto riguarda l’elezione del Presidente della Repubblica la maggioranza parlamentare è sempre stata del centrosinistra. Servirebbe una scelta che non sia costruita con la forza dei numeri, ma condivisa. Questo dipenderà dalla volontà del Pd di fare fronte che contra circa 500 grandi elettori». L’auspicio è che il nuovo Preside te della Repubblica venga eletto entro la fine di gennaio.

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