«Il temporale ha allagato i nostri negozi». Questa la voce che si alza da piazza Monte Grappa dove numerosi negozi sono stati invasi da «un’onda anomala». Tutto questo lunedì, alle 17, quando dal cielo sono caduti 60 millimetri d’acqua in un quarto d’ora, creando il panico.
I tombini in piazza Monte Grappa vengono puliti regolarmente, circa due volte all’anno. Ma non hanno retto la piena e la piazza è diventata una piscina.
«Mi si è allagato il negozio – dice Gerry Giuoco del negozio di abbigliamento Boggi – Negli ultimi dieci anni è capitato almeno tre o quattro volte. La mia impressione è che il problema sia nella fognatura: i tubi sotto questa piazza fanno curve a gomito. I materiali ristagnano e non riescono a smaltire l’acqua che vi entra, fino a farla zampillare fuori dai tombini. Sarà forse un problema di progettazione della piazza?».
Sicuramente si è trattato di un temporale molto forte: la conferma arriva anche dal bar Socrate. «Le sedie sono volate fin dall’altra parte della piazza – dice Valentina Cardenia – Siamo riusciti a ritirare gli ombrelloni prima che si spezzassero. E per terra c’era un lago di acqua».
La rabbia dei negozianti è anche per i soldi: «Quando si allagano i locali, poi siamo noi a dover spendere tempo e denaro per mettere tutto a posto. Come mai i tombini non fanno defluire l’acqua?».
Problemi analoghi sono stati registrati in tutte le zone della città. Emilio Ghiggini è rimasto impressionato dai fiumi di acqua che correvano lungo vicolo scuole e via Cimarosa: «La colpa è sicuramente della mancanza di manutenzione dei tombini».
Persino Palazzo Estense ieri si leccava ancora le ferite dopo il temporale di lunedì, quando per mettere a posto le cose è intervenuta anche la Protezione Civile: per un periodo ieri mattina è venuta a mancare la corrente.
Ma Stefano Clerici, assessore al Verde pubblico, precisa: «I tombini dei giardini non erano occlusi. Sono state le foglie degli alberi e gli aghi dei pini a fare un tappo che ha impedito all’acqua di scendere e di trovare uno sfogo. Una volta tolto il tappo, l’acqua ha cominciato a defluire. Non sono stati sgorgati perché non c’è n’era il bisogno, erano infatti puliti».
Secondo Pietro Cardani, tecnico del Verde, invece è stata la forma dei Giardini Estensi, che assomiglia a un “catino”, a far accumulare acqua e foglie, sbattendola violentemente contro lo stabile.
E c’è chi si domanda se la manutenzione delle strade, con la relativa pulizia dei tombini, sia davvero sufficiente. «Una volta, come per la segnaletica orizzontale, il Comune organizzava più campagne annuali per sistemare le strade. Adesso invece capita che alcuni tombini non vengano puliti neanche una volta all’anno».
«Quando ero consigliere di circoscrizione avevo segnalato via Friuli ed erano due o tre anni che lì i tombini non venivano puliti – commenta Luca Conte, consigliere del Pd – Ci si accorge del problema quando piove. L’auspicio è che nel futuro i tombini vengano puliti a tappeto».
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