«Siamo pronti a tutto, metteremo in campo qualunque forma di contestazione. Ci sarà un’insurrezione».
Dopo le marce e la minaccia di non presentare i bilanci, i sindaci non escludono di manifestare nuovamente contro il Governo. Lo ha affermato ieri, a margine dell’ufficio di presidenza dell’Anci,, sindaco di Varese e presidente lombardo dell’associazione dei comuni.
La mobilitazione nasce dall’incertezza sulle risorse a disposizione degli enti locali. E dal rischio che il Governo non trasferisca i fondi della prima rata dell’Imu ai Comuni.
Alla rabbia, il nostro sindaco unisce anche una nota di sconforto: «La situazione sta precipitando così rapidamente che le nostre contestazioni rischiano di lasciare il tempo che trovano. Purtroppo non abbiamo veri elementi di pressione».
Poi Fontana alza il tiro: «Senza risposte, l’esistenza stessa dei comuni e della democrazia è a rischio».
La dinamica è chiara: i problemi economici e l’incertezza mettono a rischio il Paese, dalle asfaltature delle strade, ai più elementari servizi per i cittadini.
«Gli enti locali si ritrovano nella situazione paradossale di non avere ancora coscienza di quanto ci verrà versato dell’Imu – ribadisce il sindaco, che continua – Non sappiamo se si terrà conto delle nuove aliquote applicate dai Comuni, non sappiamo come verrà ripartito il fondo di solidarietà, né su come sarà la Tares (la tassa sui rifiuti)».
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