Raddoppiati i casi di influenza È la bestia nera di bimbi e giovani

Il medico sentinella Sessa conferma: «Peggior epidemia degli ultimi dieci anni». Sono cresciuti del 100% anche gli anziani finiti in ospedale. Tante le polmoniti

– «Insieme a quella del 2005, questa stagione influenzale è una delle più pesanti degli ultimi dieci anni». A dirlo è il medico sentinella. E la colpa è tutta della riduzione di vaccini somministrati. La campagna antinfluenzale quest’anno ha subito una battuta d’arresto a seguito del ritiro dal mercato di alcuni lotti vaccinali sospettati (e poi scagionati) di avere causato la morte in alcuni

pazienti. Così c’è stata una brusca impennata dell’epidemia influenzale che in una settimana ha fatto registrare più casi tra i giovani e i giovanissimi. Soprattutto tra i bambini, con un raddoppio dei casi. È quanto mostra l’ultimo aggiornamento dei medici sentinella di Influnet, secondo cui «il numero di casi stimati è pari a circa 600mila per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa due milioni».

Il rapporto segnala un «brusco aumento del livello di incidenza delle sindromi influenzali, più evidente nella fascia di età pediatrica e in quella dei giovani adulti». In particolare, «nelle fasce di età pediatrica il numero è raddoppiato».
Il livello di incidenza, arrivato a 30 casi per mille assistiti, viene definito «lievemente superiore a quello osservato nelle precedenti stagioni e simile a quello del 2010-2011». Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è di 27,95 casi per mille assistiti, mentre nella fascia 5-14 anni è pari a 13,15 per mille. Tra i 15-64enni si registrano 7,88 casi per mille, mentre fra i 65enni e oltre 5,65 casi/mille.
Ma non solo. «Stando ai dati – continua Sessa – gli anziani colpiti dal virus e che hanno poi necessitato di ricoveri, soprattutto a causa di polmoniti, sono raddoppiati. E il picco del l’incidenza del virus deve ancora arrivare. Infatti, è previsto a cavallo tra questo weekend e la prossima settimana».
Per quanto riguarda le cure, gli esperti consigliano di restare al caldo soprattutto nei primi giorni in cui si avvertono i sintomi, evitando così gli sbalzi di temperatura, che potrebbero rendere la situazione più complessa, prendendo farmaci generici e sintomatici.

«Non bisogna correre dal medico, dalla guardia medica e men che meno al Pronto Soccorso. Siamo tutti, in questo periodo, oberati di lavoro e viene data la precedenza ai cadi più complessi».
«L’influenza non è un’emergenza se colpisce le persone normalmente sane. Quando arrivano i primi sintomi dell’influenza, prendere farmaci a base di paracetamolo, stare in casa e attendere. Se dopo tre giorni la febbre alta persiste, allora rivolgersi al medico o alla guardia medica».
Bere tisane calde, evitare pasti pesanti, preferendo cibi leggeri e liquidi, come ad esempio il brodo oppure i passati di verdure. Mangiare tanta frutta di stagione, in particolar modo le arance e lavarsi spesso le mani.
Ma non tutti seguono questi consigli e vanno in panico, intasando le sale d’attesa dei Pronti Soccorsi e quelle dei propri medici di base. «Il rapporto con i pazienti è sempre problematico perché non si fidano e non ascoltano i consigli che vengono loro dati. Purtroppo, è una questione di educazione alla salute che spesso manca per poi tradursi in corse ansiogene nei reparti di Emergenza-Urgenza».