VARESE La cosa stupefacente è, che mentre la città precipita nel caos circolatorio a causa della potatura di qualche pianta, proprio nella zona dove il traffico agonizza i vigili urbani s’ingegnano a potare ogni ragionevole flessibilità sanzionatoria. E infliggono una multa dopo l’altra a un disgraziato dopo l’altro. La cosa stupefacente è che gliela infliggono nelle vicinanze del luogo massimo della sofferenza. Accanto all’ospedale, in particolare al Cup, il centro dove si prenotano le visite, si pagano i ticket, si sopporta un calvario d’attesa spesso di mezze ore e ore intere. I vigili urbani compaiono a metà della mattina quasi alla confluenza di via Gasparotto con viale Borri. Sui due lati della strada sono parcheggiate decine d’auto. Vi vengono parcheggiate da decenni, non da anni. Le si lascia lì perché, salite alcune decine di gradini che portano al piazzale davanti al vecchio ingresso del “Macchi”, il raggiungimento dell’ospedale è meno ostico che dal posteggione dietro il nuovo monoblocco. E’ vero che da qualche
tempo sono comparsi cartelli di divieto di sosta – peraltro occultati dalla boscaglia di fianco alla carreggiata – però è altrettanto vero che le due file di vetture non ostacolano il transito. Ma i vigili urbani, ripetendo un blitz già effettuato giorni orsono, scelgono la tolleranza zero, evidentemente su ordine preciso piovuto dall’alto. Da quale cima? Dalla cima del loro comandante? Da quella dell’assessore alla polizia urbana? Che buonsenso (che razionalità politico-amministrativa) presiede a un gesto che, nel suo rigoroso legalitarismo, produce l’effetto d’una persecuzione verso un esercito di povericristi già tribolati dai guai della salute? Che cosa ne pensa il sindaco di quest’ineccepibile crudeltà mentre la bonomia regna verso le vetture abbandonate in doppia fila e comunque in divieto di sosta nelle vie del centro? Caro (carissimo) Fontana, faccia stracciare subito quelle multe. Lei ch’è un brillante avvocato, sa che cosa vuol dire “summum ius summa iniuria”: se il diritto non tiene conto delle circostanze, ne viene ucciso lo spirito.Max Lodi
s.bartolini
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