Roma, 10 mar. (Apcom) – Si riaprono i giochi per il vertice Rai, dopo il rifiuto di Ferruccio De Bortoli di occupare la poltrona di presidente di Viale Mazzini. Un ‘no grazie’, quello del direttore del Sole 24 Ore, arrivato a metà della mattinata di ieri con un secco comunicato quando il dado ormai sembrava tratto. E’ così che il faccia a faccia
tra Dario Franceschini e Gianni Letta, che avrebbe dovuto ratificare l’accordo alla vigilia dell’assemblea dei soci della Rai, si è trasformato in una nuova occasione di confronto, durante la quale il leader del Pd avrebbe messo sul tavolo il nome di Claudio Petruccioli con un obiettivo dichiarato di spingere il Governo a scoprire le carte sull’attuale presidente e un’ambizione malcelata di trovare un nome nuovo.
“Se c’è un veto di Palazzo Chigi su Petruccioli, deve venire
fuori. Non possiamo accollarci noi questa responsabilità”, è il
ragionamento dei vertici democratici, che hanno appreso con un
certo fastidio le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, secondo cui
ora il nome lo devono fare “i signori della sinistra”. La mossa
di Franceschini, oltre a ‘scoprire’ il Governo, vuole anche
mettersi al riparo dalle obiezioni che arriverebbero dall’interno
se, giunti a questo punto, Petruccioli (sostenuto da una parte
del partito, in primis Gentiloni e gli ex diesse come Morri)
venisse escluso dalla corsa. Ma all’ambasciatore di Palazzo Chigi
è stato fatto intendere, nel breve colloquio di questo
pomeriggio, che non mancherebbe la disponibilità a ragionare su
altri nomi. Ed è proprio questo, viene spiegato, che Silvio
Berlusconi starebbe aspettando. Il premier, insomma, ‘sospende’
il giudizio su Petruccioli (sul quale comunque ha delle
perplessità) perché è convinto che tocchi ancora al Pd l’onere di
fare un nome su cui si possa convergere come era accaduto con il
direttore del Sole24Ore.
Tuttavia, al Nazareno sono convinti che tocca invece ora alla
maggioranza battere un colpo: se verrà ufficializzato il no di
Berlusconi a Petruccioli, si aprirà la strada al confronto su un
altro nome, che dovrà essere “condiviso”. A questo punto, non
sarebbe improbabile un nuovo slittamento: l’assemblea degli
azionisti è convocata per oggi pomeriggio alle 16, e stasera
resta fissata nell’agenda dei commissari la riunione della
Vigilanza che avrebbe dovuto ratificare l’elezione del
presidente.
Intanto, il mondo politico si interroga sul ripensamento di De
Bortoli: una marcia indietro visto che lo stesso direttore ha
ammesso di essersi reso in un primo tempo “disponibile”.
Difficile pensare a motivi di ordine economico: di questo si
sarebbe parlato prima e comunque “tutto s’aggiusta in Rai”, fanno
notare in ambienti parlamentari. Più probabile che il direttore
abbia voluto alzare la posta o che nella trattativa siano
intervenute offerte da altri grandi quotidiani, a cominciare dal
Corriere della Sera, già diretto da De Bortoli. O forse, il
quasi-presidente ha deciso di “restare a fare il giornalista”
dopo aver valutato bene cosa sarebbe andato a fare in rai: la
“foglia di fico”, dicono i maligni, “l’esecutore” della volontà
del premier. Non saranno piaciuti, a De Bortoli, gli organigrammi
dei vertici di reti e tg pubblicati questa mattina sui
quotidiani. E illuminante, in questo senso, appare oggi un
articolo pubblicato proprio dal ‘Sole’ sabato scorso, dal titolo:
“I poteri del presidente Rai? Limitati”.
Grb/Bac
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