Raid vandalico tra Besozzo, Comerio, Barasso e Luvinate: scattano denunce e richieste danni

Fontane, pensiline e cartelli stradali imbrattati durante un tour notturno immortalato dalle telecamere. I Comuni fanno fronte comune contro i responsabili delle scritte “EVS 26”

Quella che qualcuno potrebbe liquidare come una bravata rischia ora di trasformarsi in una vicenda giudiziaria con conseguenze pesanti.

Le amministrazioni di Besozzo, Comerio, Barasso e Luvinate hanno deciso di muoversi compatte dopo il raid vandalico compiuto nella notte tra giovedì e venerdì da un gruppo di ragazzi che ha lasciato scritte e danneggiamenti in diversi punti del territorio.

Nel mirino sono finite la fontana di piazza Primo Maggio a Besozzo, imbrattata con la scritta “EVS 26”, una pensilina degli autobus a Comerio vandalizzata con vernice rosa e diversi cartelli stradali deturpati tra Barasso e Luvinate.

Determinanti per le indagini sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che avrebbero immortalato chiaramente il gruppo in azione durante il tour vandalico.

Secondo quanto emerso dai filmati, si tratterebbe di circa una trentina di ragazzi e ragazze che, intorno alle 4.30 del mattino, avrebbero addirittura occupato completamente la carreggiata mentre imbrattavano segnali e strutture pubbliche.

Una situazione pericolosa anche per la circolazione stradale, tanto che alcune auto in transito sarebbero state costrette a rallentare e ad attivare le quattro frecce per avvisare gli altri automobilisti della presenza del gruppo in mezzo alla strada.

Il sindaco di Barasso Lorenzo Di Renzo Scolari, dopo aver visionato le immagini insieme alle forze dell’ordine, ha espresso forte preoccupazione anche per l’orario e per le modalità dell’episodio, interrogandosi sull’assenza di controlli familiari nei confronti dei minorenni coinvolti.

Ora i Comuni danneggiati, su indicazione delle polizie locali, presenteranno denunce ai carabinieri chiedendo anche il risarcimento dei danni provocati al patrimonio pubblico.

Una linea dura scelta per evitare che episodi simili vengano sottovalutati o derubricati a semplici ragazzate, considerando i costi economici per la collettività e i rischi concreti creati durante il raid notturno.