Rapina in casa: anziano pestato e legato

Rapina in casa: anziano pestato e legato

Anziano picchiato e rapinato in casa: è accaduto ieri pomeriggio in via Reni. La vittima, , 80 anni, non ha potuto fare nulla. L’hanno bloccato in due.

L’aggressione intorno alle 15 di ieri a Biumo Superiore dove Broggini, pensionato, vive solo. L’anziano non aveva chiuso la porta d’ingresso a chiave: i malviventi hanno avuto gioco facile nell’entrare. Si sono intrufolati senza che nessuno sentisse o vedesse nulla.

Non hanno avuto necessità di scassinare alcunché. Il pensionato si è trovato davanti i due balordi: forse a causa dello choc Broggini non ha saputo fornire una descrizione precisa degli aggressori. Italiani, pare.

Due balordi che non avrebbe mai visto prima di ieri pomeriggio. Forse i due speravano di cavarsela con un furto rapido. Ma l’anziano li ha visti e nonostante parrebbe dimostrare 20 anni di meno e abbia una tempra eccezionale, il pensionato non ha potuto fare altro che soccombere.

I due lo hanno subito strattonato: schiaffi, spintoni, pugni. A quanto pare i rapinatori non erano armati: ma certo è bastata la superiorità fisica e numerica. «Dove sono i soldi? Dov’è la cassaforte?». Domande precise, secche, affilate. L’anziano non avrebbe ceduto subito rimediando così altri colpi. Alla fine i balordi l’hanno spuntata: hanno setacciato l’intera abitazione arraffando tra gioielli e contanti un bottino che, stando a una prima stima delle vittima che ha raccontato la sua storia anche ai medici dell’ospedale, si aggirerebbe sui cinquemila euro circa.

Dopo aver preso soldi e preziosi i balordi si sono coperti la fuga. Per avere tutto il tempo necessario per allontanarsi in pieno giorno senza destare sospetto o allarme, i due hanno legato e imbavagliato Broggini rinchiudendolo nel bagno.

Quindi se ne sono andati indisturbati, mentre l’anziano immobilizzato tentava di liberarsi. Broggini è riuscito ad affacciarsi alla finestra del bagno oltre un’ora dopo l’aggressione richiamando l’attenzione dei vicini. A quel punto è scattato l’allarme. Broggini è stato accompagnato all’ospedale di Circolo: per fortuna le sue condizioni non sono gravi, la prognosi è contenuta entro i 15 giorni.

Sul posto sono arrivati gli investigatori della squadra mobile della questura di Varese. Broggini è stato subito ascoltato. Come detto non ha fornito particolari dettagli per l’identificazione dei suoi aggressori. Gli inquirenti indagano a 360 gradi. Una rapina in casa in pieno giorno necessità di un’attenzione molto particolare.

Si stanno ricostruendo anche eventuali amicizie delle vittima. Persone che potrebbero in qualche modo aver segnalato agli aggressori la sua condizione di solitudine, le sue abitudini (anche quella di non chiudere di giorno la porta di casa) e la disponibilità eventuale di denaro nell’abitazione.

In campo anche la polizia scientifica che ha eseguito i rilievi in loco a caccia di tracce biologiche o impronte. Sentiti anche i vicini. Nessuno si sarebbe accorto di nulla. Nessuno ha visto presenze sospette, estranei. Nemmeno nei giorni antecedenti il colpo.

I balordi potrebbero aver infatti eseguito un sopralluogo prima di agire. Potrebbero aver studiato la zona, valutato le possibilità di fuga. E scelto l’orario: quando tanti residenti si trovavano al lavoro e non potevano quindi sentire eventuali richieste di aiuto di Broggini.

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