VARESE Regionali in vista e in provincia di Varese la politica potrebbe riservare parecchie sorprese. Innanzitutto per la rincorsa alla poltrona che si verificherà all’interno del Pdl. Il partito di Berlusconi, che dovrebbe aggiudicarsi tre seggi, vedrà la lotta degli esponenti che vengono da An per la sopravvivenza rispetto ai fratelli maggiori di Forza Italia. Cinque anni fa, gli uscenti Massimo Buscemi e Paolo Valentini avevano ricevuto più di 10mila preferenze, mentre l’uscente di An Luca Ferrazzi si era fermato più o meno alla metà. E quest’anno in corsa ci sarà sicuramente un azzurro in più, l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo. Il quale nel 2005 era entrato in Regione senza passare dalle urne, ma grazie al listino bloccato del presidente Formigoni.In più si vocifera di una probabile discesa in campo del dirigente azzurro Nino Caianiello. Un’ipotesi che aveva iniziato a circolare solo dopo il periodo di “tensione” che, all’inizio dell’anno, era venuto a crearsi tra Caianiello e Buscemi, quest’ultimo esponente di peso della nostra provincia in Regione grazie anche all’apporto di Caianiello. Insomma, se l’amministratore delegato di Prealpi Servizi decidesse di candidarsi, toglierebbe il fiato a molti concorrenti. Primo tra tutti proprio Buscemi. Senza contare che se il nord della provincia rischia di essere sottorappresentato, almeno nel centrodestra, visto che attualmente quasi tutti i consiglieri del Pdl sono espressione del sud e che di leghista, dopo che Attilio Fontana è diventato sindaco, è rimasta solo Luciana Ruffinelli di Busto Arsizio, con questo scenario futuro ci troveremmo nella situazione di avere nel Pdl tre candidati (Caianiello, Buscemi e Ferrazzi) della sola città di Gallarate. A voti, andrebbero un po’ strettini. Sarà per questo che si vocifera che il vicesegretario provinciale del Pdl Ferrazzi starebbe muovendo mari e monti per
aggiudicarsi un ambitissimo posto nel listino bloccato. Difficile che a Varese ne vadano però due su otto. E se c’è un solo posto disponibile, è più facile che vada a un ciellino, al quale ovviamente Formigoni (se sarà lui il candidato) darà la precedenza. L’altra volta era Cattaneo. L’anno prossimo, vista la ressa in lista tra i berlusconiani, il posto potrebbe aggiudicarselo il consigliere uscente Valentini. Restando nel centrodestra, c’è il capitolo Lega. Dove, dopo che Fontana ha rassegnato nel 2006 le dimissione da presidente del consiglio regionale per candidarsi a sindaco di Varese, c’è il problema di un nord della provincia poco rappresentato. L’unico consigliere rimasto nelle file del Carroccio della provincia di Varese è infatti Ruffinelli, che sarà ricandidata. Ma i posti in palio sono due. C’è chi vorrebbe vedere il segretario provinciale della Lega Stefano Candiani. E sicuramente sarebbe l’uomo con il maggiore carisma per andarci. Ma è sindaco di Tradate e difficilmente rinuncerà anticipatamente al suo mandato. Più probabile, quindi, che venga mandato un uomo vicino all’area interna al partito di Giorgetti, al quale fanno riferimento Candiani, Fontana ed il presidente della Provincia Dario Galli. Spostandoci nel centrosinistra, anche il Pd, come il partito di Berlusconi, sarà teatro di uno scontro tra candidati. Mentre finora il centrosinistra era riuscito ad eleggere due esponenti in Regione, sembra che se non risalirà elettoralmente questa volta potrà eleggerne solo uno. E si scatenerà quindi la caccia al voto tra l’uscente Stefano Tosi, che si ricandiderà, e l’altro candidato che succederà a Giuseppe Adamoli. Il padre dello statuto lombardo probabilmente, dopo 30 anni di attività, non si ricandiderà. Ed è possibile a questo punto che dagli ex sostenitori di Adamoli venga lanciata la candidatura di Alessandro Alfieri. Marco Tavazzi
s.bartolini
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