Reguzzoni e i fondi al partito “Ho pagato, ecco le prove”

Reguzzoni e i fondi al partito “Ho pagato, ecco le prove”

VARESE «Contro di me un’altra polemica sul nulla. Ma non risponderò, per il bene della Lega, io che non ho mai attaccato nessuno». Non ci sta, Marco Reguzzoni, ad essere il «punching ball» dei maroniani, scatenati dopo il terremoto giudiziario che ha colpito il Carroccio e determinati ad indebolire il rivale interno, vicino a Bossi e al Cerchio magico, anche se il diretto interessato ne ha sempre negato l’esistenza.

Proprio lui che non compare in una sola delle pagine delle inchieste delle Procure di mezza Italia che mettono al muro il movimento, è stato messo nel mirino prima dal deputato Gianluca Pini per presunte spese pazze con la carta di credito del gruppo parlamentare, poi dal «triumviro» Roberto Calderoli che ha definito «un errore» la sua nomina a capogruppo a Montecitorio, infine dal senatore Fabio Rizzi, che era segretario provinciale all’epoca in cui il deputato bustocco era presidente della Provincia e si dimise per candidarsi a Roma, e che ricorda di essersi opposto alla candidatura di Reguzzoni «perché non versava la sua quota al movimento». Da Reguzzoni arriva un’altra secca smentita: «La polemica che Rizzi vorrebbe innescare è fondata sul nulla – replica il deputato di Busto Arsizio, che ha aspettato la riapertura degli uffici per procurarsi la documentazione che certifica le sue affermazioni – nell’anno a cui si riferisce, il sottoscritto ha effettuato versamenti al movimento per un totale di 48mila e 334 euro, come risulta dalle dichiarazioni congiunte presentate a suo tempo alla Camera dei Deputati». L’anno è il 2008, e le somme versate si riferiscono «in parte all’attività di presidente della Provincia, in parte all’attività di deputato che è iniziata nel maggio 2008 e in parte ad una volontà personale di sostenere il movimento».

Tenendo conto che la quota relativa all’indennità parlamentare di quell’anno è di circa 15 mila euro (la metà della quota annuale, 29mila euro a deputato), ci sono oltre 30mila euro di versamenti alla Lega prima dell’arrivo a Roma. Ma Reguzzoni non contrattacca, anche se non è disposto a porgere l’altra guancia: «Rizzi è molto abile a cavalcare il vento che soffia, ma la polemica è inopportuna, a quattro anni di distanza dai fatti e a pochissimi giorni dalle elezioni comunali nella sua Besozzo». In questa fase in cui

risuonano i richiami all’unità, «Rizzi dimostra di avere più a cuore le sue posizioni che non il bene della Lega – afferma l’ex capogruppo alla Camera – ma non polemizzerò contro di lui, non l’ho mai fatto con nessuno all’interno della Lega e non voglio farlo adesso. Non ho mai attaccato nessuno ma non vorrei ricevere schiaffi e insulti gratuiti da parte di chi polemizza basandosi su argomenti pretestuosi». Insomma, un nuovo invito a smetterla con le guerre interne e a tornare a fare politica invece che polemica.

e.marletta

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