Resa dei conti nella Lega. Non trova pace il Carroccio, nemmeno nella sua culla, dove il malcontento nei confronti dell’ormai uscente segretario federalesi sta trasformando nell’ennesima “guerra civile” che da due anni a questa parte rappresenta la costante nella Lega Nord.
Arrivando a minare anche la stabilità nelle ultime roccaforti che i lumbard riescono a governare, come Varese.
La giunta Fontana, già alle prese con i grandi problemi relativi al bilancio, e con la componente del Pdl che, quando si dividerà effettivamente tra Forza Italia e Nuovo centrodestra, dovrà fare i conti al proprio interno, si ritrova ad affrontare anche lo scontro dentro il Carroccio.
L’equilibrio dentro la sezione cittadina, che finora ha garantito la tenuta dell’esecutivo, è venuto meno con la clamorosa protesta di parte dei militanti che ha disertato il congresso cittadino, facendo mancare oltre la metà dei votanti.
Gli unici due garanti dell’attuale delegazione di assessori comunali leghisti sono il sindaco , che non sembra intenzionato ad avallare modifiche della giunta in una situazione economicamente ed istituzionalmente critca, e il segretario cittadino uscente, riconfermato fino a gennaio, .
Quest’ultimo già in questi due anni ha mantenuto di fatto invariate le posizioni degli assessori leghisti, quando da più parti già si chiedeva un rimpasto.
Quando Pinti lascerà l’incarico, inizierà la “guerra” per le poltrone. Dei quattro assessori l’unica posizione sicura appare quella di , che di fatto è esterna a qualsiasi corrente. e fanno parte di quell’area “centrale” della sezione varesina, i cosiddetti “realisti”, che avevano tentato il dialogo tra maroniani e bossiani durante lo scontro.
è invece un maroniano puro, ante litteram, in realtà slegato da correnti.
Tutti e tre, insomma, potrebbero finire nel mirino dell’area degli ex Barbari Sognanti, quelli che al congresso cittadino hanno sostenuto il candidato non ammesso per incompatibilità statutaria, vicesindaco di Casciago.
Marco Tavazzi
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