– Assegni Inps non indicizzati dopo la riforma , ad agosto in arrivo il rimborso per 52mila pensionati della provincia di Varese. Nelle loro tasche rientreranno oltre 30 milioni di euro. «Solo una parte del dovuto» protesta il Conup, il coordinamento dei sindacati di base che è pronto alla “class action” per chiedere la restituzione integrale.
È l’effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco degli adeguamenti Istat introdotto dal governo nel Salva Italia del 2011. “Tradotta” dal governo con un decreto, ratificato ai primi di luglio in Parlamento, che attua la restituzione in modo progressivo, arrivando a coprire solo una parte di quanto era stato ingiustamente sottratto ai pensionati.
In provincia di Varese, le stime dei rimborsi, calcolate in base ai dati dell’ultimo rapporto Inps Lombardia, parlano di circa 52mila pensionati interessati dalla restituzione, che verrà effettuata “una tantum” direttamente negli assegni a partire dal 1° agosto, di cui quasi la metà, circa 25mila, per importi ricompresi tra i 1.450 e i 1.750 euro lordi.
La somma che l’Inps riverserà negli assegni dei nostri pensionati (hanno diritto al rimborso solo coloro che tra il 2012 e il 2013 percepivano sei volte il minimo, ovvero al massimo 2.900 euro lordi) è in tutto pari a poco più di 30 milioni di euro per il nostro territorio., la senatrice bustocca del Pd che è stata relatrice in aula del provvedimento sul rimborso delle mancate indicizzazioni, sottolinea che «la scelta operata dal legislatore ha privilegiato i redditi medio-bassi».
Ma per i sindacati di base il provvedimento del governo è solo «un’elemosina» concessa ai pensionati. «Rivogliamo tutto» è uno dei cartelli che il Conup, il coordinamento lanciato in provincia di Varese dal sindacato Adl, ha esposto nei giorni scorsi davanti alla sede dell’Inps di Milano.













