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Sulle colonne de La Provincia di ieri abbiamo riportato la vicenda di e della sua multa diventata esponenziale a causa di un disguido. Oggi, finalmente, chiarito.
In breve: nel marzo 2014 Antonia viene multata per aver lasciato la propria auto in sosta senza esibire il contrassegno.
Decide di avvalersi del pagamento in forma ridotta della sanzione, da effettuarsi nel termine di 5 giorni.
Allo scopo si reca in un’agenzia di posta privata della città – regolarmente autorizzata dal Ministero dello Sviluppo economico a ricevere i versamenti dei cittadini, anche quelli a carattere sanzionatorio – e salda il dovuto. Nel giugno dello stesso anno riceve a casa il verbale che documenta l’episodio ma non si preoccupa: ha in mano la ricevuta di pagamento.
Pochi giorni fa, sorpresa, altro verbale: la multa non risulta pagata del tutto, non solo in forma ridotta. Ne consegue il raddoppio del minimo edittale rispetto all’originario e l’intimazione a provvedere il prima possibile, pena l’emissione della cartella esattoriale di Equitalia.
Antonia cerca di capirne di più e si rivolge al comando della Polizia Locale, dove riceve risposte interlocutorie e la promessa di verificare il suo caso: non sa cosa fare, alcuni le consigliano di pagare comunque, altri di adire il giudice di pace.
Nei momenti in cui la poderosa macchina burocratica si inceppa o si ingarbuglia, d’altronde, il cittadino comprensibilmente si smarrisce.
Riportiamo la conclusione del fatto: il caso è chiuso e questa è la prima buona notizia. La seconda è che abbiamo interpellato la Polizia Locale e ci siamo fatti spiegare la loro versione, con l’intento di fornire argomentazioni che possano valere per chi – come Antonia – si trova a fare i conti con problemi di questo tipo.
Riportiamo la risposta: «Noi prevediamo tre forme di pagamento – scrivono dal Comando – che sono il bollettino postale, il pagamento attraverso la rete Lottomatica e quello presso il nostro tesoriere comunale. La signora ha deciso di avvalersi di una società che non è abilitata alla riscossione diretta, la quale, a sua volta, andrà ad effettuare il pagamento in una delle tre forme di cui sopra. Niente di particolarmente drammatico: grazie all’esibizione della ricevuta risulta che lo stesso è stato fatto nel termine di cinque giorni, per cui il procedimento verrà annullato e la signora non dovrà nulla al Comune».
Tutto bene dunque: la Polizia Locale ammette e spiega il disguido. Ma aggiunge: «Nel caso dei divieti di sosta, la polizia municipale (o gli ausiliari) lasciano un avviso sotto il tergicristalli. Se il pagamento non avviene entro trenta giorni allora viene emesso il verbale vero e proprio».
«In questa vicenda il pagamento è stato comunicato alla polizia locale con ritardo, per cui è stato notificato il verbale: a distanza di un anno la polizia locale, prima di mandare le famigerate cartelle esattoriali, ha inviato diverse lettere di cortesia a tutti quanti non risultavano in regola, invitando a provvedere, proprio per evitare l’emissione della cartella, con addebito di spese e interessi».
Da qui alcuni spunti da tenere sempre presenti: «Quando si effettuano pagamenti di sanzioni, è bene conservare le ricevute; è poi bene che gli stessi vengano effettuati attraverso i canali autorizzati e convenzionati (che sono quelli indicati sugli stessi verbali) per evitare problemi dovuti anche solo all’allungamento dei tempi».













