VARESE Una rissa e un colpo d’arma da fuoco hanno creato scompiglio e paura nella notte in viale Belorte. Il fatto si è verificato alle 3 della notte: gli agenti della squadra volante della questura di Varese sono stati chiamati al bar/club Oasis e, davanti all’ingresso, hanno ritrovato due bossoli esplosi. Sul posto, per i rilievi, anche gli uomini della scientifica.
Gli agenti hanno subito sentito i testimoni, che hanno riferito che poco prima, fuori dal locale, due persone originari molto probabilmente del Sud America si erano affrontati con delle bottiglie rotte. Uno avrebbe quindi ferito il contendente, mentre un terzo ragazzo, sicuramente italiano, aveva puntato una pistola verso di loro ed esploso due colpi. I tre si erano poi allontanati.
Grazie agli elementi e alle testimonianze raccolte, gli uomini delle Volanti sono risaliti all’identità del ragazzo italiano, 30 anni, residente in provincia di Varese, con precedenti per rissa, furto e stupefacenti. Nella sua abitazione, in seguito a una perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato una pistola scacciacani e un revolver ad aria compressa, privo di tappo rosso, insieme a un caricatore vuoto e una scatola contenente 30 bossoli inesplosi identici a quelli sequestrati sul posto, oltre a una serie di coltelli e lame.
Altri equipaggi delle Volanti, nel frattempo, hanno identificato anche gli altri due, cittadini peruviani tra i 20 ed i 25 anni, entrambi con piccoli precedenti e uno di questi con una ferita non grave procurata da un fendente inferto con un a bottiglia rotta, che si era andato a medicare presso l’ospedale.
I tre sono stati accompagnati negli uffici della Questura e sono stati tutti denunciati per rissa e illeciti amministrativi sulle armi.
Il questore di Varese, Marcello Cardona, ha già avviato la procedura amministrativa nei confronti del locale, già colpito da provvedimento di chiusura per analoghi fatti accaduti nel luglio scorso, per evitare che simili episodi possano ripetersi; nel contempo si sta valutando la posizione dei cittadini extracomunitari sul territorio per procedere eventualmente al loro allontanamento. Infine, il ragazzo italiano è stato colpito da rimpatrio con foglio di via obbligatorio verso il comune di residenza in provincia di Varese e non potrà fare più ritorno nel capoluogo per i prossimi tre anni, pena altre denuncie e l’arresto.
s.bartolini
© riproduzione riservata











