Risse in centro: «É l’alcol a scatenarle»

Risse in centro: «É l’alcol a scatenarle»
I ragazzi che si sono affrontati la notte di Natale erano tutti ubriachi. Scartato il movente razziale . Fontana: «Episodi spiacevoli che purtroppo accadono ovunque. I responsabili alla fine vengono rpesi»

– Risse in centro: dopo l’ultimo episodio cresce la preoccupazione. Residenti e commercianti: «Riaschiamo che l’immagine della nostra Varese venga rovinata da quattro ubriachi».
Il sindaco: «Niente allarmismi. La situazione viene costantemente monitorata».
L’ultimo episodio è andato in scena la notte di Natale nella zona di corso Matteotti, la “stripe” di Varese, l’angolo più chic della città. I contorni della rissa restano ancora sfumati: tre nordafricani sono finiti in ospedale, ma i partecipanti al pestaggio di gruppo pare fossero una decina. Tutti ubriachi fradici. Botte tra italiani e stranieri; sarebbero volati anche insulti razzisti ma l’odio razziale non avrebbe nulla a che vedere con l’accaduto.

A farla da padrone, insomma, è stato l’alcol. Si cercava una scusa per attacar brighe e la si è trovata in uno sguardo di troppo. Tutto qui; tra l’altro uno dei tre feriti pare non avesse nemmeno nulla a che vedere con il pestaggio.
É stato picchiato per aver cercato di fare da paciere, di dividere altri che si stavano già spintonando. «Non uno spettacolo edificante – lamentano i commercianti e i residenti del centro – Corso Matteotti, piazza Monte Grappa, sono sempre state zone eleganti. Vitali, con i locali, il teatro, il dopo cena e lo struscio. Da alcuni mesi, però, questi episodi sgradevoli si susseguono. Danno un’immagine sbagliata di una città al contrario molto vivibile».
Fontana allarga le braccia: «Queste situazioni esistono da che esistono gli ubriachi – commenta il primo cittadino – É vero sono episodi spiacevoli ma non credo ledano l’immagine di Varese. Fatti di questo genere, purtroppo aggiungo, accadono ormai ovunque».
Il primo cittadino spiega: «Non possiamo vietare ai locali di servire alcolici o ai negozi di venderli – dice il primo cittadino – Né possiamo vietare alla gente di bere sino ad ubriacarsi in questo modo. C’è stato un periodo storico in cui gli Stati Uniti tentarono questa strada e non ha funzionato nemmeno lì».
Il problema però resta. «Le forze di polizia e i nostri agenti del comando di polizia locale fanno un lavoro eccellente – dice il primo cittadino – Queste situazioni vengono monitorate. Grazie all’utilizzo delle telecamere nella maggior parte dei casi vengono identificati tutti i partecipanti a questi episodi. Ci vuole qualche tempo ma alla fine scattano le denunce. Non c’è alcuna tolleranza verso chi si comporta in questo modo, è bene che si sappia. Come è bene sottolineare che presto o tardi i partecipanti vengono messi davanti alle loro responsabilità».

Per Fontana la vittoria su questo tipo di fenomeni arriva anche da una nuova cultura: «Per questo – conclude il numero uno di Palazzo Estense – L’amministrazione si è sempre impegnata nel sostenere progetti che educassero soprattutto i più giovani a un bere responsabile, informandoli sui pericoli che uno stile di vita di questo genere comporta. Progetti che informano sulle responsabilità che si hanno verso gli altri e verso se stessi. Io credo che una sinergia tra prevenzione e repressione sia fondamentale in questo come in altri ambiti».

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