VARESE «Non abbiamo ancora mandato i moduli per le iscrizioni ai servizi parascolastici – dice l’assessore al bilancio Ciro Grassia – Sono segnali che le famiglie dovrebbero capire». In altre parole: tariffe scolastiche sulla via dell’aumento. La comunicazione ufficiale di Palazzo Estense non è ancora arrivata nelle case dei varesini con prole, anche perché potrebbero esserci delle variazioni dell’ultima ora che renderebbero l’aggravio sulle tasche dei genitori meno sostanzioso di quanto non si preveda al momento. Il concetto però è già chiarissimo a chi si occupa di bilancio e di servizi educativi: i tagli dei trasferimenti statali costringono il Comune, alternativamente, a tagliare i servizi che eroga per conto dello Stato o ad alzarne il costo per i cittadini. Verosimilmente, com’è già stato per il trasporto pubblico, si farà leva su entrambi i fattori in modo da trovare una soluzione più equilibrata. Nel mirino dei tagli, o quanto meno delle razionalizzazioni, ci sono di sicuro prescuola, doposcuola, mensa. Sarebbero applicati in ogni caso non per l’anno scolastico in corso ma a partire da settembre, per il 2011-2012. «Stiamo aspettando una risposta da due settori del Comune particolarmente costosi – continua Grassia – che sono politiche educative e servizi sociali». La domanda che è stata posta ai dirigenti delle aree in questione, più precisamente, riguarda
i servizi ritenuti indispensabili e quelli su cui è possibile intervenire in qualche modo per la riduzione della spesa. Se non decurtandoli, cosa che tutti preferirebbero evitare, alcuni servizi si potrebbero almeno accorpare in modo da ridurre i costi fissi. «Ci aspettiamo delle risposte per la settimana prossima – precisa l’assessore – solo in quel momento potremo decidere qualcosa, procederemo comunque per fasce di reddito. Nel frattempo di certo faremo pressione sullo Stato per farci aumentare il fondo ordinario. Mi ritrovo con un taglio di 2,3 milioni di euro sulla spesa corrente che è un controsenso assurdo da parte dello Stato. Per dare l’idea, significa che dovrei non dare più un centesimo di contributo a tutte le materne private ed eliminare tutti i servizi parascolastici comprese le mense». Ipotesi «assurda», per Grassia, che l’assessore alle politiche educative Patrizia Tomassini non considera nemmeno, al contrario dell’aumento tariffario che invece è dato per inevitabile. «Non lo ritengo opportuno – spiega – ma se è necessario per mantenere dei servizi che altrimenti sparirebbero preferisco un aumento moderato del costo». Uno dei punti da affrontare a questo proposito sarà anche la tariffa per i non residenti a Varese, 24 in tutto, per i quali l’anno scorso si era deciso di applicare il doppio della fascia massima.Francesca Manfredi
s.bartolini
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