VARESE Il sottofondo è il vento eterno delle Eolie, nomen omen. Antonio Rosati è in vacanza, ma «sento ogni giorno Montemurro e Milanese. Settimana prossima sono in giro per lavoro: rivedrò dal vivo la squadra a Bari, alla prima di campionato».
Manca una settimana: stato d’animo?
Tranquillo. Magari all’inizio faremo un po’ fatica, ma alla distanza il Varese uscirà.
I tifosi, qui, sono preoccupati.
È giusto: altrimenti non sarebbero veri tifosi. Potrei fare lunghi discorsi, ma le parole stanno a zero, contano i fatti. Dico solo che la loro serenità darà serenità alla squadra. La vigilia porta già naturale tensione in tutti noi: aggiungerne altra è controproducente. E poi, se è tranquillo il presidente…
Si attende il colpo finale.
Quest’anno il mercato è fin troppo placido. Tanti, noi compresi, devono vendere prima di comprare: domanda e offerta si incontreranno fatalmente settimana prossima, quando le pretese di chi deve alleggerire la rosa si abbasseranno.
Ergo?
Alcuni giocatori (Cellini e Armenise, ndr) sanno di non rientrare nei nostri piani. Contiamo che capiscano e accettino le offerte di corteggiatori che non gli mancano. Ci pensino, prima che sia troppo tardi per le retromarce: non ci costringano a lasciarli fuori lista. Una mossa drastica che da presidente, e da presidente del Varese in particolare, non vorrei mai fare.
Quindi, se parte Cellini arriva questo benedetto bomber. Girano tanti nomi, da Succi a Tiribocchi.
Taccio per non condizionare le trattative. Tanto si sa: alla fine arriva sempre quello che piace di più al presidente.
A noi il nome più caldo pare Budan.
Vedremo…
L’asse col Palermo, e con Sogliano, è dunque vivo.
Rapporti ottimi, anche a strade divise.
Milanese dixit: per il grosso nome c’è da aspettare. E se i papabili si accasano?
È un rischio, certo, ma sono convinto che pagherà. Non possiamo fare aste selvagge: i nostri argomenti sono la regolarità negli stipendi, il blasone rispolverato da una straordinaria scalata, la possibilità che diamo di essere protagonisti. A un professionista tutto questo dovrebbe bastare e avanzare.
Cercate ancora un portiere?
Prima dovremmo piazzare Zappino, anche se incide sul budget meno di altri: spero che pure lui si decida. Comunque ho fiducia in Moreau: rispetto all’anno scorso l’ho visto più maturo, più forte. Sarà un buonissimo titolare o un ottimo dodicesimo.
Carbone è una scommessa intrigante.
È diverso da Sannino, apparentemente timido: in realtà ha una personalità molto forte. Quando il gioco si farà duro, vedrete, Benny ci stupirà. Diamogli un attimo di tempo: si sta giocando l’occasione della vita, farà tesoro degli eventuali errori.
Riferimento al ko con l’Avellino?
Anche. Il problema è che comincia un nuovo ciclo: eravamo abituati a un’ossatura consolidata che giocava a memoria, ora invece si tratta di… imparare la lezione. Ho sempre rimproverato agli altri presidenti il viavai di giocatori: visto quanto abbiamo cambiato noi stavolta, un po’ per scelta e un po’ per necessità, dovrei arrabbiarmi con me stesso…
Il giocatore che avrebbe voluto trattenere.
Osuji: calciatore e ragazzo molto in gamba. Ci ho provato, ma non c’era margine: è entrato in un incastro molto più grande di noi.
Quando vedremo la rosa completa?
Visto l’andazzo generale, temo che non l’avremo né a Bari, né col Crotone. Si andrà alle ultimissime ore di mercato. Assurdo iniziare il campionato a trattative ancora in corso, vivendo tutta la preparazione nella provvisorietà.
La campagna abbonamenti va a rilento.
Colpa delle vacanze, i tifosi arriveranno. Chi tarda pagherà il biglietto, che costa di più.
Il treno passato a giugno era irripetibile?
Niente è irripetibile, altrimenti non saremmo in B. Il Varese ambirà ancora alla A: quest’anno o più avanti, con me o un altro fortunato presidente, ma succederà.
Stefano Affolti
s.affolti
© riproduzione riservata













