VARESE Che cos’è la croce: si delinea nella deposizione in tribunale di un pensionato di 72 anni, già direttore di un ufficio pubblico,che si lascia stringere la gola dal pianto quando ricorda la moglie e la figlia perdute e descrive l’affanno per un figlio circuito da un tal Maurizio Pisoni, dottor Maurizio Pisoni. A dargli la vera identità, saranno i carabinieri, risalendo dal telefono e da due numeri di una targa della Panda bianca sulla quale il tale viaggiava. E’ Paolo Fioramonti, 58 anni, residente a Varese, condannato ieri in tribunale a Como dal giudice Luisa Lo Gatto per circonvenzione d’incapace e sostituzione di persona a 2 anni e 6 mesi di reclusione, 2000 euro di multa e a 6 mesi di reclusione per contraffazione della carta d’identità. La sentenza, inoltre, dispone la trasmissione degli atti in Procura per accertare eventuali responsabilità della società finanziaria di Milano Asfin: chi e come mai, per ben due volte, non s’è accorto che due contratti di finanziamento da 5.000 euro ciascuno era firmati da un uomo
con problemi? Lavora, ma già in precedenza aveva sottoscritto finanziamenti per 22.000 euro, da restituire in due rate da 200 euro al mese ciascuna, prelevate sul salario. Quando il padre e tutore s’è reso conto che le rate erano salite a 295 euro, s’è allertato, ha cercato di capire perché il figlio aveva sottoscritto un altro finanziamento e aveva la voce strozzata, ieri, mentre ricostruiva come ha avvistato il dottor Pisoni, come è arrivato alla Asfin, come s’è rivolto ai carabinieri per il nuovo finanziamento da 10.000 euro. «Il dottor Pisoni mi ha fatto firmare gli assegni, mi ha dato 300 euro e il resto l’ha tenuto lui. Non mi ha fatto più sapere niente», ha raccontato la vittima. Perfino la difesa dell’avvocato Renato Vitetta ha pressoché solidarizzato con la parte offesa, mentre il giudice e il pm, Maria Teresa Costanzo che hanno quasi confortato il padre. Non solo per rassicurarlo sul corso della giustizia, ma per condividere la sua fatica. Avrebbero fermato il processo per lasciarlo piangere. Almeno una volta, non da solo.
e.marletta
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