Roma, 14 feb. (Apcom) – Si vota per la Presidenza della Regione,
ma il peso specifico delle urne sarde è così alto che il
presidente del Consiglio è volato sull’isola cinque volte nelle
ultime cinque settimane. Almeno dieci comizi per Silvio
Berlusconi, deciso a gettarsi a capo fitto nella battaglia contro
l’uscente Renato Soru. Una battaglia giocata a colpi di accuse
gravi e querele, una sfida Berlusconi-Soru che ha inevitabilmente
lasciato nell’ombra Ugo Cappellacci, candidato del Pdl alla guida
della Regione.
Comizi infuocati e affondi impietosi, così si sono fronteggiati i
due schieramenti. Ieri la chiusura della campagna elettorale, con
Berlusconi e Walter Veltroni impegnati a Cagliari a poche ore di
distanza. Il Cavaliere (contestato durante il comizio da una
decina di studenti) ha attaccato a testa bassa Soru, ma
soprattutto ha rimarcato la valenza di queste elezioni: “Non
stiamo scegliendo solo il futuro della Sardegna, questa è una
scelta di campo tra noi e loro – ha detto – tra chi ha forte il
principio delle libertà, il rispetto delle persone e la cultura
della vita e il loro statalismo, loro che hanno la cultura della
morte e l’espressione continuativa della menzogna”.
Per il leader del Pd, invece, la differenza con il centrodestra è
evidente fin dal simbolo elettorale: “Sul nostro c’è scritto
‘Renato Soru presidente’, su quello del Pdl ‘Berlusconi
presidente'”. Un modo per sottolineare come “il voto di domenica
e lunedì prossimi riguarda esclusivamente il governo della
Sardegna e non altro. Non c’è dubbio che fra i due quello che
sarà presidente della Regione sarà Soru che continuerà un’opera a
difesa delle identità e della forza di questa Regione”.
Una lettura diversa da quella offerta dal leader dell’Idv Antonio
Di Pietro, anche lui a Cagliari per sostenere Soru. Il voto
sardo, per l’ex pm, può essere un “monito per il governo”. “Diamo
una mano all’Italia a salvarsi – ha chiesto – ci appelliamo al
popolo sardo perché questo voto rilanci l’economia, il rigore e
la trasparenza in Sardegna, dove hanno capito bene quello che sta
accadendo nel nostro paese, un difetto di democrazia”.
Chi davvero non accetta l’impegno berlusconiano in terra sarda è
proprio Soru: Berlusconi sta turbando il normale svolgimento
della competizione elettorale in Sardegna, ha affermato, mentre
Cappellacci “non è scomparso perché non è mai apparso. E’
l’anomalia di questa campagna elettorale, l`invasione continua e
violenta da parte del presidente del Consiglio venuto in Sardegna
turbando quello che dovrebbe essere il normale svolgimento di una
democratica competizione elettorale, intrattenendo la gente con
barzellette spesso anche di cattivo gusto”.
Questa sera a mezzanotte stop a comizi, dichiarazioni pubbliche e
sondaggi, per lasciare spazio al silenzio elettorale. Poi
domenica le urne, mentre lunedì sera il risultato che
inevitabilmente avrà riflessi non solo locali.
Tom
MAZ
© riproduzione riservata










