Scapini assolto con formula piena «Quei 7 anni sono un incubo»

Frode fiscale da 19 milioni di euro: Franco Scapini assolto da tutti i capi di imputazione. Assolto, l’imprenditore varesino, con formula piena: per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non sussiste.

Nessuna ombra sulla sua completa estraneità ai fatti, nessun uso, da parte del giudice della vecchia formula dell’insufficienza delle prove. Scapini è innocente: lo dice una sentenza definitiva. Non ci saranno appelli, il giudizio del magistrato è incontrovertibile. Il tribunale di Como non ha avuto alcun dubbio.

La vita di Scapini, nel frattempo, però è cambiata radicalmente. «Ritmi dettati dalla diffidenza delle persone e dai preconcetti che simili azioni portano inevitabilmente con sé. Perché tutta la vicenda è durata sette anni – spiega l’imprenditore – Ero certo della mia innocenza, perché con se stessi si è sempre onesti. E io sapevo di non aver fatto assolutamente nulla di sbagliato. Di aver adempiuto a quanto dovuto. Nonostante questo sette anni trascorsi sotto indagine non sono affatto piacevoli».

Scapini spiega: «All’epoca avevo la residenza a Londra- racconta l’imprenditore – Questo perché per lavoro trascorrevo gran parte dell’anno in giro per il mondo per seguire i G.P. e i restanti andavo e venivo dall’Italia».

Scatta il controllo e Scapini si è ritrovato nella stessa condizione in cui si trovò anni prima il campione del MotoGp . Gli si contestava una residenza fittizia all’estero e la non veridicità di alcune operazioni fiscali relative ai propri introiti professionali . Lo Stato italiano gli ha presentato il conto: «E mi è stato consigliato di sanare il contenzioso – spiega – Confesso che è stato economicamente impegnativo, ma ho fatto quanto richiesto e previsto dalla legge».

Vicenda chiusa? No. Nella rete dei controlli della guardia di finanza finisce anche il campione di motonautica
( per dieci anni Campione del Mondo in F1). A Cappellini viene contestato di aver frodato al fisco 19 milioni di euro tra il 1999 e il 2007. Scapini resta impigliato nelle maglie dell’inchiesta suo malgrado in quando all’epoca manager della F1 Racing Association, team di Cappellini. «Senza entrare nei dettagli dell’indagine che riguarda altri -spiega il manager varesino – io con Guido ho sempre e soltanto lavorato. Abbiamo vinto otto campionati del mondo, insieme. Sempre pensando a vincere, non certo a frodare il fisco». E così è stato.

Al termine di un processo che ha visto altri finire condannati in primo grado, Scapini assisitito dall’avvocato del Foro di Milano, è stato assolto in via definitiva. «Nel frattempo ho dovuto cambiare casa tre volte – spiega il manager – Mi scrivevano lettere anonime». Insulti, calunnie di ogni genere. «È difficile sostenere e ripetere di essere innocenti quando i giornali ti indicano come un maxi evasore . Ci sono le invidie della gente, i giudizi sommari».

Qualcuno è arrivato persino a scrivere lettere di “denuncia” ai dirigenti di aziende con cui Scapini intratteneva e intrattiene rapporti lavorativi mettendo in dubbio le attuali azioni professionali sulla base delle imputazioni riportate dalla stampa e che dovevano essere ancora dibattute nel processo.

«La giustizia ha confermato la mia estraneità a tutto . Non mi importa rivalermi su queste persone alcune delle quali, tra l’altro, perfettamente identificabili nonostante l’anonimità delle azioni, il tempo è sempre galantuomo».

Un uomo elegante Scapini. Altri per molto meno avrebbero cercato di spillare soldi agli editori. Lui vuole soltanto buttarsi tutto alle spalle. Da innocente qual è sempre stato.

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