Roma, 11 mar. (Apcom) – La Gilda degli insegnanti contesta
duramente la bozza sul nuovo regolamento delle graduatoria dei
docenti precari, predisposta dal Miur e diffusa ai sindacati: il
sindacato non accetta la norma con la quale si darebbe la
possibilità solo ai cittadini comunitari, escludendo quindi
quelli italiani che invece finirebbero in coda, di presentare
domanda di inserimento scavalcando, se in possesso di più punti,
quelli già inseriti.
Secondo il coordinatore Gilda, Rino Di Meglio, questa
prospettiva di rinnovo delle graduatorie ad esaurimento, dove
sono inseriti oltre 240mila insegnanti abilitati precari,
creerebbe “per i cittadini stranieri una situazione di privilegio
a danno di quelli italiani che, pur possedendo eventualmente gli
stessi requisiti, non potrebbero avere ora accesso alle
graduatorie. Si tratta di una sanatoria a favore degli stranieri
del tutto immotivata e bizzarra”, sostiene il sindacalista.
“Anche perché – continua – già in sede di domanda presentata
precedentemente nel 2007, i cittadini comunitari in possesso dei
titoli sono stati inseriti regolarmente, ad esempio quest’anno
due cittadini romeni sono stati immessi in ruolo, in provincia di
Pordenone, in base alla graduatoria ad esaurimento”.
In certe zone nuova regola potrebbe anche rappresentare una
sorta di `attrazione’ per l’insegnamento verso i nostri istituti.
“Una riapertura per i soli stranieri della graduatoria – sostiene
il segretario – potrebbe creare, nelle province del confine
orientale, addirittura delle situazioni di pendolarismo da parte
dei paesi comunitari confinanti”.
Per il coordinatore della Gilda un altro fatto grave è
l’inserimento cosiddetto ‘a pettine’ (nella esatta collocazione
rispetto al proprio punteggio) dei cittadini italiani in possesso
di abilitazioni conseguite all’estero: “si tratta di abilitazioni
che non sono equiparabili a quelle italiane. Come ad esempio
quelle spagnole, che si conseguono con due sessioni di 45 giorni
e che sono ormai oggetto di vendita direttamente in Italia, sia a
Roma che a Milano”.
Viene contestata, infine, anche la possibilità di inserimento a
pieno titolo, sempre cioè con la possibilità di scavalcare chi è
già presente in queste graduatorie ad esaurimento, dei cittadini
italiani o comunitari che ottengano il riconoscimento del
servizio prestato in paesi extracomunitari. “Che significa? Che
un algerino – chiede provocatoriamente Di Meglio – con
cittadinanza francese può farsi riconoscere i titoli conseguiti
in Kenia ed entrare di ruolo nelle scuole italiane?”.
Alg
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