Sel: Baff utile a Busto ma quei soldi non vanno bene

BUSTO ARSIZIO Baff, Sinistra ecologia e libertà nella persona del coordinatore Fabio Pariani scrive:

Pur rilevando che il Busto Arsizio Film Festival denuncia molti limiti e risente di un impostazione troppo ambiziosa, pretendendo di collocarsi sullo stesso piano di altre ben piu cospicue e significative mostre cinematografiche italiane, considera utile al territorio bustese questo laboratorio culturale e ritiene che il comune di Busto debba continuare a concedere il proprio patrocinio ed anche un limitato contributo economico.

Quanto all’entità di questo finanziamento ritiene che la cifra di 100.000 euro stanziati per l’edizione del 2012 sia assolutamente fuori misura, ma non certo perché in un momento di particolare difficolta per le finanze pubbliche la cultura debba essere considerata – come troppo spesso accade – un settore da penalizzare più degli altri perche pleonastico e improduttivo.
I motivi delle riserve di Sel sono altri e scaturiscono da un esame complessivo della struttura del Baff, della sua impostazione programmatica e della sua esperienza decennale: il Baff e una benemerita istituzione fondamentalmente privata che ha deciso autonomamente di
esistere e che deve percio essere in grado di autofinanziarsi (la sua natura privata ne fa qualcosa di assolutamente diverso, per esempio, dalla Biblioteca Civica di Busto o dal Moma di Gallarate).

– La sua sopravvivenza non puo essere fatta dipendere dall’ente pubblico

– se si vuole che il ruolo del finanziamento pubblico (Regione, Provincia, Comune) sia decisivo si trasformi il Baff in un ente pubblico, dotato di un Consiglio di Amministrazione e di una Direzione Artistico – Scientifica di cui facciano parte anche eminenti personalita della cultura cinematografica e
multimediale designati dal Consiglio Comunale e alcuni rappresentanti delle scuole superiori di Busto

– in questa prospettiva si ridefinisca la specificità del Baff che potrebbe/dovrebbe caratterizzarsi per l’originalità e unicità del tema tale da giustificarne l’esistenza e dunque un cospicuo investimento pubblico. Come il Festival di Giffoni, per esempio, e dedicato al cinema per i giovani, cosi il Baff potrebbe scegliere di caratterizzarsi su un tema specifico: il lavoro nel mondo contemporaneo, oppure la condizione femminile, la societa multietnica, il rapporto uomo-scienza, ecc. , oppure ancora potrebbe essere finalizzato alla promozione solo di film di qualita non distribuiti dai grandi network cinematografici (01, Medusa, BIM, Warner, ecc.);

– come per il Moma di Gallarate, decisive sono anche per un Festival come il Baff le economie discala: e impensabile che i suoi destinatari siano quelli di un ristretto ambito cittadino, perché occorre invece farne, nel caso della sua conversione in ente, fondazione o altro, di natura mista pubblicaprivata,
un laboratorio di ricerca e proposta destinato a servire l’intero comprensorio Malpensa-Gallarate-Busto-Legnano-Valle Olona, sostenuto dal contributo pro-capite di tutti i comuni interessati.

Nessuno ovviamente impone al Baff di mutare natura, finalita e modello di gestione, ma nessuno può pretendere che esso sia destinatario di donazioni sovradimensionate da parte del comune di Busto Arsizio che nel contempo lesina contributi ad altre iniziative altrettanto significative riducendole spesso a mortificanti elemosine.

m.lualdi

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