«Sì, c’è voglia di nuovo. E vincerò io»

Un successo l’incontro di Davide Galimberti al Santuccio: ad ascoltare il candidato Pd erano in 300. «Ho un progetto inedito per la città e mi confronterò coi varesini. Marantelli? La gente mi dà fiducia»

Venerdì sera diluviava, eppure il Teatro Santuccio, che si trova in via Sacco proprio a due passi da Palazzo Estense, era gremito: oltre trecento persone non hanno voluto perdersi l’incontro con , avvocato di 39 anni che a luglio si è candidato alle primarie del centrosinistra e adesso è già convinto di poterle vincere.

Sì, perché quello di venerdì non era il mio primo incontro pubblico. Giro nei quartieri da due mesi e il dialogo avviato con i cittadini mostra gradimento per la mia candidatura. Ho un progetto nuovo per la città e la folta partecipazione dell’altra sera al Santuccio fa capire quanto sia grande la voglia di rinnovamento.

Da ieri sono online, sul mio sito Internet, le linee guida con le mie idee per Varese ma molti punti sono aperti perché intendo lasciare ai cittadini e alle associazioni la possibilità di contribuire e interagire. Nelle prossime settimane ho in programma proprio una serie di incontri per approfondire vari temi legati al programma, che sarà definitivo quando avrò finito il giro nei quartieri.

Per ora 15 su 30.

Gli incontri nascono quasi sempre spontaneamente perché sono proprio gli abitanti dei quartieri a venirmi a cercare. L’altra settimana, a Bizzozero, sono stato nella sala rionale. In altre occasioni, ho visto la gente nei bar o in case private.

Circa 15, ai primi di agosto, in un locale di Bosto.

In realtà siamo molti di più. E lo dico con cognizione di causa perché vedo nei miei confronti tantissimo interesse a livello di social. È il mio progetto su Varese a piacere. La prima questione per il rilancio riguarda la ripresa dell’occupazione. Dobbiamo portare le imprese a credere nella Città Giardino, stimolandone la produttività e recuperando le aree dismesse. Serve coinvolgere l’Università, che con i suo professionisti, ad esempio quelli nel campo dell’informatica e delle biotecnologie, può fare tantissimo per dare la scossa a Varese, uscita distrutta dalla crisi perché l’amministrazione non ha attuato politiche mirate a risollevare la situazione.

Prendere al volo alcune occasioni. Ad esempio, le norme prevedono due deroghe ai vincoli del patto di stabilità che sono il leasing pubblico e il contratto di disponibilità. Sono contenuti nel codice degli appalti e consentono di realizzare interventi per modernizzare le opere pubbliche nell’ambito delle scuole ma anche in quello sportivo. Non mi risulta che Varese abbia fatto ricorso a questi strumenti. E poi ci si lamenta che i soldi non ci sono…

Attiverò una unità di missione per creare sinergia fra i vari soggetti coinvolti nel campo delle imprese, del lavoro, dell’università e della scuola. Attirare investitori, agire sulle imposte locali e favorire gli esercizi comunali è possibile.

Alla varesinità e non all’America. Hanno suonato il piano Roberto Plano e Paolo Paliaga, due eccellenze del territorio a rappresentare la nostra cultura. Per lo sport c’erano i Truzzi Volanti con la loro scuola di ginnastica artistica.

Io vado per la mia strada e mi dà fiducia il gran numero di persone che è venuto a sentirmi al Santuccio. Vincerò io le primarie.

Io ci credo, perché Varese ha voglia di tornare a mettere in pratica il verbo fare.