Si sfoga il lumbard storico di Varese «Perché ho sprecato tanti anni?»

Si sfoga il lumbard storico di Varese «Perché ho sprecato tanti anni?»

VARESE Dice di sentirsi «demoralizzato». E sfoga su Facebook la sua delusione. L’assessore della Lega Fabio Binelli è il quarto leghista a più lunga militanza di Varese: dopo Giuseppe Leoni, Manuela Marrone e Roberto Maroni, iscritti dal 1987, Binelli ha la tessera che porta la data del 1989. Ha dato la vita per la Lega. E oggi, dopo avere mostrato la propria delusione al senatore Leoni, da sempre suo mentore, commenta sconsolato sul profilo del social network: «Quando un fondatore della Lega ti risponde che proposte di elementare decentramento (decentramento, non federalismo, non secessione) come il trasferimento di poteri da prefetture, provveditorati e Camere di Commercio a Comuni e Province non sono realizzabili, ti chiedi perché hai buttato via i migliori anni della tua vita dietro a un ideale…». Un duro sfogo da parte di uno degli esponenti del partito che è sempre stato in grado di mantenere la sua coerenza, anche nei momenti più caotici. Aggiunge poi che non si tratta di un attacco a Leoni. Ma di commenti legati alla situazione politica che si sta vivendo e al fatto che la presenza a Roma non stia portando grandi risultati. «Nota bene, non sto polemizzando. Leoni è una persona di cui ho grande rispetto

perché ha sempre trasmesso grande slancio e continua a cercare di infondere idealità. Per questo constatare che perfino lui (non l’iperrealista Giorgetti, non i ministri costretti a trattare con chi detesta i settentrionali e le loro richieste di autonomia, ma Leoni, colui che ci spronava ad ispirarci alla Gerusalemme celeste nell’amministrazione della nostra città) vede impossibili riforme che qualsiasi autonomista può considerare l’inizio del processo federalista, mi fa pensare e tristemente riflettere…». A sostenerlo i commenti di altri leghisti, chi pessimista e chi meno. Il sindaco di Viggiù Sandy Cane lo ha spronato con un simpatico: «Never give up! Barcollo ma non mollo». Mentre Antonio Croci: «Fabio, penso tu ti riferisca a quanto attiene l’incontro avvenuto al De Filippi di ieri sera. Ho fatto bene quindi a non venirci. Non possiedo la tua caratura e pazienza ma in quanto lumbard, sono demotivato a leggere il tuo post, non tanto per quanto scrivi ma per quanto dici di avere sentito e a cui credo incondizionatamente. Di questi tempi tanti provano quelllo che provi tu e temo già da adesso che le prossime sfide elettorali saranno una Caporetto. Ti conosco da sempre e se sei demoralizzato tu, che ne hai ben donde, figurati chi ti stima».

s.bartolini

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