Si vantano dei graffiti in rete E così finiscono in trappola

Trentatrè writers identificati e denunciati dalla polizia locale. Scovati grazie alle loro “opere” condivise sui social network

– «I leader adesso li conosciamo tutti. Attraverso di loro arriveremo anche gli altri writers». Così il comandante della polizia locale di Varese, di fronte alla lista di 33 nomi dei ragazzi, età massima 25 anni, presunti autori di ben 5000 graffiti e 150 tags sui muri cittadini. A loro si imputa di aver imbrattato le colonne di via Corso Moro, i vagoni dei treni e altri spazi (ma non l’incisione delle vetrine del centro, vandalismo avvenuto qualche settimana fa). Ragazzi che fanno capo a 10 crew, squadre

che si spartiscono il territorio scribacchiando su muri e superfici (la più diffusa è Psc). Il fenomeno dei writers varesini è più chiaro adesso che si è conclusa l’indagine partita nell’ottobre 2014, dopo la segnalazione di un graffito comparso a Casbeno. A svolgere l’inchiesta è stata la polizia locale coordinata dal sostituto procuratore . Le indagini sono state effettuate attraverso i sistemi comunali di videosorveglianza e i principali social network: Facebook, Behance, Tumblr, Youtube, 1stDepot, Instaport. Strumenti sui quali i giovani, con profili anonimi, si vantano delle opere realizzate.