Roma, 12 mar. (Apcom) – Il presidente della Camera, Gianfranco
Fini, è molto critico rispetto al pacchetto sicurezza attualmente
all’esame di Montecitorio e già approvato dal Senato: “Dobbiamo
stare attenti a non dare vita a provvedimenti che nei confronti
degli stranieri ledano i diritti fondamentali della persona
umana”.
“In Italia ci deve stare chi ha il permesso di soggiorno – ha
sottolineato Fini ospite di ‘Porta a porta’ – ma il clandestino è
una persona, con una dignità in quanto uomo che non può essere
lesa”.
La terza carica dello Stato ha criticato in particolare due norme del ddl del Governo, quella secondo cui sarebbe impossibile registrare un bimbo nato da stranieri irregolari in Italia e quella che toglie il divieto per i medici di denunciare i clandestini: sulla prima il presidente della Camera ha fatto sapere di aver parlato con il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il quale gli ha spiegato che “non è vero
quanto riportato su quella norma. Tuttavia impedire la registrazione di un bimbo nato in Italia da clandestini sarebbe di una gravità inaudita. E non mi convince neanche la norma sui medici: un medico ha il dovere di curare la persona non di vedere se è clandestino o meno”. Il pericolo, secondo Fini, sarebbe che “tanti clandestini potrebbero ricorrere a circuiti di medicina alternativa con il rischio di diffusione di patologie”.
“La civiltà di un Paese – ha detto Fini – si misura con il
rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di
qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro”. Quindi,
ha invitato Fini, “ragioniamo prima di dare vita a norme che
ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e
ingiuste”.
Luc/Sar
© riproduzione riservata










