Roma, 4 feb. (Apcom) – Carcere più duro per i mafiosi, arresti
domiciliari vietati per gli stupratori, gratuito patrocinio per
le vittime di violenze sessuali ma non per quelle di incidenti
sul lavoro. Ma soprattutto nuove norme per gli immigrati: per un
soffio, un pari e qualche astenuto che al Senato vale come voto
contrario, non passa la proposta del Pd di sopprimere la ‘tassa’
sui permessi di soggiorno per gli immigrati. Sono queste le
novità di una giornata di votazioni in Senato sugli emendamenti
al ddl sicurezza che dovrebbe essere approvato domani in tarda
mattina per passare poi al vaglio della Camera.
Sull’articolo 39, il più controverso che prevede la ‘stretta’
sugli immigrati (tassa di soggiorno, tempi di permanenza nei Cpt,
possibilità per i medici di pronto soccorso di segnalare i
clandestini, test di italiano per stranieri, norme sulle
espulsioni), la maggioranza va sotto tre volte. E pare che in
questo sia stato determinante l’apporto di una piccola pattuglia
di senatori di Forza Italia ‘in lotta’ contro i colleghi della
Lega Nord, principale artefice delle norme sugli immigrati. Un
evidente “segnale di malessere” nella maggioranza secondo la
presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. “Le norme
xenofobe volute dalla Lega non piacciono neppure agli alleati”,
afferma Felice Belisario dell’Idv. Ad ogni modo i lavori si
fermano sulla soglia del voto all’articolo più discusso del ddl
su cui l’aula si esprimerà domattina.
Più specificamente, l’aula di Palazzo Madama ha bocciato la
proposta di aumentare a 18 mesi il periodo massimo di permanenza
nei Centri di identificazione ed espulsione (comma l); quella di
condizionare il rilascio del titolo di soggiorno per
ricongiungimento familiare al regolare soggiorno ininterrotto per
almeno 5 anni degli immigrati presenti in Italia (comma i); e
quella relativa al permesso di soggiorno per motivi diversi da
lavoro autonomo (comma n).
Con convinzione e sostanzialmente all’unanimità (5 i contrari e
14 gli astenuti) l’aula ha votato l’inasprimento del carcere duro
per i mafiosi, il cosiddetto 41 bis. La convergenza bipartisan è
stata particolarmente apprezzata dal presidente del Senato Renato
Schifani secondo il quale si tratta “di un segnale positivo e di
forte maturità” dato dall’assemblea del Senato nel segno
dell’unità nella lotta alla criminalità organizzata. Questo tema,
ha osservato Schifani, “non può essere bandiera di
divisione, non può essere momento di contrasto tra maggioranza e
opposizione”.
Il confronto tra maggioranza e opposizione si è fatto serrato sul
tema delle violenze sessuali: è stato accolto l’emendamento della
Lega Nord che prevede l’assenza del beneficio della custodia
domiciliare per gli stupratori. Il Pd ha votato a favore, ma con
molti dissensi all’interno del gruppo perchè, come ha spiegato la
stessa presidente dei senatori Anna Finocchiaro, “dobbiamo essere
legislatori attenti e non vogliamo scambiare la custodia
preventiva in carcere con la pena che arriva alla fine di un
processo veloce e giusto”. Insomma la maggioranza è stata
accusata di “fare demagogia” e di “legiferare in modo emotivo”.
Accuse che erano state puntualmente arginate in mattinata dal
ministro per le Riforme Umberto Bossi per il quale “è il Pd a
fare gli spot elettorali, la gente è stanca e non ne può più”.
“Voglio vedere – ha aggiunto il leader leghista – se chiedessero
a un padre che ha avuto una figlia vittima di uno stupro cosa
pensa di fare. Se non c’è la legge la gente pensa di farsi
giustizia da sola”.
Stessa musica per l’emendamento del Carroccio che prevede la
possibilità per i medici di pronto soccorso di segnalare alle
forze di polizia gli immigrati clandestini. “In Italia – ha
attaccato Bossi – sono gli italiani che stanno diventando i
clandestini. Chi va al pronto soccorso deve dare le proprie
generalità ed esibire un documento. Non si capisce perché non
debbano farlo anche gli immigrati”. E il capogruppo Federico
Bricolo ha tuonato: “Con questa legge diciamo basta al buonismo e
contrastiamo duramente l’immigrazione clandestina e la
criminalità”.
Vep/Ska
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