Roma, 18 feb. (Apcom) – Il presidente siriano Bashar Assad spera
che la Siria e gli Stati Uniti possano inaugurare una nuova
stagione di rapporti diplomatici nella nuova era Obama, dopo gli
anni di tensione vissuti sotto l’amministrazione Bush. In una
intervista al quotidiano britannico The Guardian Assad invita
Obama a inviare un ambasciatore a Damasco (assente dal 2005), per
ripristinare le relazioni bilaterali al massimo livello, e spera
anche in un ruolo più incisivo degli Stati Uniti nel processo di
pace in Medio Oriente. “Non ci sono sostituti per gli Stati
Uniti”, afferma Assad.
Commentando l’appello di Obama affinchè i paesi “dischiudano i
pugni” per aprirsi al dialogo con gli Stati Uniti, Assad osserva
che il presidente americano si riferiva chiaramente all’Iran.
“Noi non abbiamo mai chiuso il pugno”, dichiara. “Noi parlavamo
ancora di pace anche durante l’aggressione israeliana a Gaza”.
L’amministrazione Obama, entrata in carica il 20 gennaio, sta
valutando la possibilità di ripristinare al livello di
ambasciatori i rapporti con Damasco, per tentare di far uscire la
Siria dalla condizione di isolamento in cui è stata mantenuta
sotto l’amministrazione Bush e di allontanarla così dall’Iran. A
fine settimana Assad incontrerà a Damasco il senatore democratico
John Kerry, l’influente presidente della Commissione esteri del
Senato Usa, favorevole all’invio di un ambasciatore in Siria,
ritirato dopo l’uccisione dell’ex premier libanese Rafik Hariri
nel febbraio 2005.
“Un ambasciatore è importante”, dice Assad. “Inviare queste
delegazioni è importante. Le visite in Siria da parte di questi
parlamentari sono buoni gesti, e anche le parole espresse da
Obama e da (Hillary) Clinton sono positivie, ma siamo ancora in
una fase di gesti e di segnali. Non c’è ancora nulla” di
concreto, aggiunge il presidente siriano, che raramente concede
interviste ai giornali.
Plg
© riproduzione riservata










