«Slot, pronti a cambiare il Pgt Ma serve la legge regionale»

«Slot, pronti a cambiare il Pgt
Ma serve la legge regionale»

Legge no-slot, a settembre in aula al Pirellone. Varese pronta ad inserire limiti nel Pgt in fase di elaborazione: «Ma c’è bisogno di una norma regionale» avverte il sindaco.

Il rischio infatti è che, in assenza di una legge specifica sul tema, i Tar possano in futuro spazzare via le limitazioni urbanistiche inserite nei piani di governo del territorio già approvati o in via di approvazione, come nel caso di Samarate ma anche di Busto Arsizio e Cardano al Campo che hanno già previsto limitazioni e distanze minime dai luoghi sensibili.

«Quando in passato abbiamo provato con un’ordinanza a porre limiti alla proliferazione dei videopoker il Tar ci ha detto che l’unica competenza che le amministrazioni locali hanno è quella di limitazione degli orari di apertura – ricorda il sindaco Fontana – ecco perché sarebbe opportuno che Regione Lombardia mettesse a punto una legge regionale in grado di dare un ombrello, una copertura legislativa, a quelle limitazioni che alcuni sindaci hanno già previsto nei Pgt».

Anche Varese lo farà, visto che il piano urbanistico non è ancora stato adottato? Il sindaco Attilio Fontana si è detto pronto ad intervenire: «Se non ci sarà una precisa norma regionale queste limitazioni rischiano di essere tolte di mezzo dal Tar, ma se da qui a settembre come è stato annunciato Regione Lombardia interverrà a livello legislativo garantendoci la possibilità di farlo, saremo certamente in tempo per inserire dei limiti alle sale slot nel nostro Pgt in fase di adozione».

C’è da dire che al Pirellone la nuova legge regionale “no slot” marcia a passo spedito. Ieri il presidente della commissione attività produttive ha promesso che il testo arriverà all’approvazione in aula già a settembre e ha presentato il decalogo messo a punto dal gruppo di lavoro istituito per definire i contenuti del provvedimento legislativo.

Tra le novità, al primo posto c’è la possibilità di filtrare l’accesso alle “macchinette” tramite la Carta Regionale dei Servizi, la tessera sanitaria.

E ancora, una regolamentazione urbanistica sulla localizzazione delle sale gioco come chiedono i sindaci, una tassa di scopo sulle slot installate per finanziare la rete di assistenza e prevenzione alle ludopatie, meccanismi di detassazione per i locali che rinunciano ai videopoker, infine un osservatorio regionale. Tutti tentativi di limitare il più possibile le “macchinette mangiasoldi”, a favore della salute dei cittadini. O almeno è quest l’intenzione.

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