La vicenda dei cedri secolari di via Parravicini, nel cuore di Varese, continua a far discutere. Dopo l’abbattimento di due dei cinque alberi presenti nel giardino privato alle spalle del Tribunale, l’attenzione si concentra ora sui tre esemplari rimasti, mentre prende forma un’iniziativa che punta a evitare nuovi tagli e ad aprire un confronto basato su approfondimenti tecnici.
A promuoverla è Mikaela Vasto, ex cittadina varesina e promotrice del nascente Comitato Civico di Garanzia per il Verde, che ha inviato una lettera aperta al proprietario dell’area, l’ingegner Paolo Bombelli, chiedendo di sospendere, in via cautelativa e su base volontaria, qualsiasi ulteriore abbattimento fino al 30 settembre 2026.
La richiesta: fermare i tagli per approfondire la situazione
Secondo Vasto, una pausa consentirebbe di verificare con maggiore approfondimento lo stato di salute e la stabilità degli alberi superstiti, evitando decisioni irreversibili prima di aver acquisito tutti gli elementi tecnici necessari.
Nella lettera vengono richiamati due aspetti ritenuti centrali. Il primo riguarda il periodo dell’anno: durante i mesi estivi, osserva la promotrice del comitato, la normativa nazionale ed europea tutela la nidificazione dell’avifauna e limita gli interventi di abbattimento, salvo casi di assoluta urgenza.
Il secondo punto fa riferimento a un orientamento della giustizia amministrativa che, secondo quanto riportato nella richiesta, stabilisce come la sola età degli alberi o un generico rischio non siano elementi sufficienti per giustificarne l’abbattimento, in assenza di una documentazione tecnica che dimostri un pericolo concreto e imminente.
Parallelamente è stata presentata al Comune di Varese un’istanza di accesso agli atti per poter consultare la relazione agronomica sulla quale si basa la decisione autorizzativa.
Un fondo privato per tutelare il proprietario
L’iniziativa non si limita alla richiesta di sospensione. Il nascente Comitato Civico propone infatti di utilizzare i prossimi due mesi per costituirsi formalmente e raccogliere fondi destinati a finanziare una controperizia indipendente.
L’obiettivo è verificare se esistano soluzioni alternative all’abbattimento. Qualora la nuova valutazione confermasse la possibilità di conservare gli alberi, il fondo privato verrebbe utilizzato per sostenere le spese di consolidamento e manutenzione, oltre alla stipula di una polizza assicurativa ad alto massimale per la responsabilità civile verso terzi, così da alleggerire il proprietario dai rischi economici e legali legati alla presenza dei cedri.
L’appello ai varesini
Nella parte conclusiva della lettera, Vasto invita i cittadini interessati a trasformare il sostegno espresso sui social in un impegno concreto.
Secondo la promotrice, per dare realmente seguito al progetto servono persone disponibili a partecipare alla costituzione del comitato e a contribuire economicamente alla raccolta fondi. Le semplici adesioni online, osserva, non sono sufficienti per modificare il destino degli alberi.
Il tempo, però, è limitato. Se entro cinque giorni non si formerà un gruppo di cittadini disposto a sostenere concretamente l’iniziativa, il rischio è che anche gli ultimi tre cedri vengano abbattuti.
Dopo settimane di acceso dibattito, la vicenda si sposta così dal confronto sui social a un possibile percorso di dialogo, nel tentativo di trovare un punto di equilibrio tra la tutela del patrimonio arboreo, la sicurezza pubblica e i diritti della proprietà privata.













