Chiude la scuola Bosina ed è il tramonto di un’epoca. La scuola creata da, moglie di , sospende l’attività e garantisce solo tre classi per l’anno 2014-2015, con l’impiego di insegnanti che offriranno opera volontaria.
A scuola resteranno in tutto una trentina di alunni tra elementari e medie: sospeso da subito il servizio di scuola materna. Marrone non commenta, così come gli altri componenti del consiglio di amministrazione tra cui l’assessore di Varese.
Nessun commento prima di venerdì, giorno in cui i vertici dell’istituto incontreranno i genitori degli studenti per spiegare l’accaduto.
Secondo fonti vicine a Emanuela Marrone la fondatrice della Bosina si sarebbe battuta “come una leonessa” per tutta la notte prima della seduta del cda convocata senza clamori per ieri.
Un cda amaro: «Una decisione sofferta ma inevitabile», ha commentato semplicemente il lumbard , ex presidente del consiglio d’amministrazione che lunedì scorso, in concomitanza con l’inizio delle proteste di una decina di insegnanti preoccupati per il futuro dei loro contratti, ha rassegnato le proprie dimissioni. Sempre secondo indiscrezioni proprio l’inizio delle proteste degli insegnanti avrebbe accelerato il declino.
Al termine del cda di ieri è arrivato l’annuncio, sotto forma di nota ufficiale: «Considerata la eccessiva e ulteriore diminuzione degli iscritti per il nuovo anno scolastico, dovute per lo più a voci infondate di possibile chiusura della scuola, considerata l’entità del debito ad oggi esistente; considerata la mancanza di sovvenzionamenti e considerato il danno d’immagine, il clamore mediatico e le relative conseguenze prodotte dalle comunicazioni sugli organi di stampa di alcune insegnanti, in parte veritiere, in parte false e pretestuose, nella giornata del primo settembre il Cda non può che prendere atto di questa situazione e per evitare ulteriori e peggiori disagi agli alunni ancora iscritti (19 alle medie, una decina alla primaria e una ventina alla scuola dell’infanzia, ndr), ha deciso di sospendere l’attività scolastica per l’anno 2014/2015, ad eccezione delle classi quarta e quinta elementare e della classe terza media che potranno continuare la loro attività scolastica solo grazie all’opera volontaria di alcune insegnanti».
Venerdì ai genitori degli alunni sarà presentato anche il nuovo dirigente scolastico; anche il funzionario, come alcune insegnanti, ha accettato di prestare gratuitamente la propria opera “credendo nel progetto scolastico”.
Ora partirà l’iter per la messa in liquidazione della società sperando di recuperare i finanziamenti necessari per ripianare un debito che, stando a indiscrezioni, sfiorerebbe i 500 mila euro.
Entrate dovrebbero arrivare dalla norma sulla parità; senza spese, visto che il corpo docenti lavorerà gratuitamente, le rette degli alunni andranno tutte a ripianare il debito.
I genitori dei trenta alunni che termineranno alla Bosina il loro corso di studi sarebbero intenzionati a non togliere i ragazzi dall’istituto.
La maggior parte sarebbe al contrario contenta di avere questa possibilità sperando di poter raddrizzare la situazione nell’arco dei prossimi 12 mesi.
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