Sos dalla Pro: «Busto, aiutaci tu O dobbiamo smettere di giocare»

BUSTO ARSIZIO E’ l’appello agli uomini di buona volontà, alla gente di Busto che vuole bene alla Pro Patria e non lo fa fermandosi ad un falso orgoglio dichiarato a parole, ma lo sa trasformare nei fatti. Nessuno si spaventi: non occorre firmare assegni a sei zeri per salvare una società che sta andando alla deriva, basta mettere mano a qualche decina di euro per aiutare i giocatori a portare a termine il campionato. A giocare una sorta di appendice stagionale di sei partite, tante quante ne mancano al termine della regular season. Se nessuno raccoglierà il grido di aiuto che arriva dallo Speroni, la Pro Patria non scenderà più in campo.Hanno voluto lanciare l’Sos l’allenatore Novelli, Cristiano e Zanetti in rappresentanza della squadra: «Chiediamo che Busto ci venga incontro per sostenere le spese di affitti, bollette e vivande. Non ce la facciamo più e finora se siamo andati avanti è stato soprattutto grazie al sostegno dei tifosi che ringraziamo. Abbiamo anticipato soldi nostri che avevamo da parte, ora però non ce la facciamo più ed è per questo che chiediamo aiuto». Sono concetti espressi quasi sottovoce con

dentro un misto di pudore e vergogna, ma anche l’orgoglio di chi vuole a tutti i costi andare in fondo per vincere il campionato. «Perché noi vogliamo provarci e se la gente ci starà vicino daremo tutto noi stessi per regalarci la grande soddisfazione di essere arrivati primi al traguardo senza avere mai avuto una società». Il trio biancoblù si è preso una settimana di tempo al «termine della quale torneremo a casa per sempre perché non avrà più senso continuare a morire così. Pensiamo che tutto questo venga capito dai tifosi. Ringraziamo chi non ci ha mai fatto negare il suo calore, ma riteniamo anche di non avere nulla da rimproverarci perché abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere, e anche ciò che non lo era, per salvare il calcio a Busto e la Pro Patria».La Pro del condottiero Novelli è disarmata. O, meglio, distrutta dalla notizia del niet di Tommaso Giulini quando nell’ambiente si era diffuso un certo ottimismo. Racconta Novelli: «Martedì agli allenamenti c’era una bella atmosfera anche per la vittoria sulla Sambonifacese. Stamattina negli spogliatoi, invece, sembrava di essere a un funerale».Giovanni Toia

m.lualdi

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