Sottili vince la partita degli uomini e di Martino

Marco Caccianiga, il papà di ogni bambino biancorosso e quindi anche del piccolo Martinho («Io lo chiamavo così perché aveva i piedi alla brasiliana») che oggi sfiorerà per l’ultima volta il suo Varese con un piccolissimo battito d’ali, ha già spiegato benissimo così perché oggi il Varese batterà il Crotone. «Sottili ha pianto al campo con mamma Licia e nonno Vittorio che sono venuti a trovare i compagni di Martino portando la merenda. Il calcio italiano è pieno di porcherie, non capita spesso di conoscere cigni in mezzo ai brutti anatroccoli. Stefano è così, ha voluto stampare una frase che ho scritto su Facebook per appenderla in spogliatoio, dove chiedo ai giocatori di mostrarsi uomini in nome di Martino».

Sottili vincerà perché, nella partita degli uomini e nel Franco Ossola degli angeli, ha già dimostrato d’essere il primo uomo e il nuovo angelo. Sottili vincerà perché le sue lacrime e quella frase del Caccia che fa bollire il sangue e che ha voluto appendere negli spogliatoi («Giocate per lui. Con il suo entusiasmo, la voglia di divertirsi, il sorriso. Impegnatevi per Martino. Glielo dovete. Veniva spesso allo stadio. Vi sosteneva sempre e cantava con gioia. Noi non abbiamo più lacrime. Voi dimostrate di essere Uomini e non semplici calciatori») non l’ha appesa con l’intento opportunista e mediocre di vincere questa partita. Ma perché in ogni giocatore del Varese ci sia un uomo. Anzi, un bambino. E perché di fronte a undici uomini-bambini (a tremila uomini-bambini) non c’è avversario che tenga. Sottili non ha detto «vincete per lui» ma «giocate per lui» e qui sta tutta la differenza del mondo. Tra un uomo e tra chi non lo è.

Ma Sottili vincerà anche perché incarna e combatte per una speranza non solo sua ma di mamma Licia, di Martino, di Luca, di Fabrizio, del Caccia e nostra della «Provincia di Varese»: quando sembra che sia finita, basta trovare un palloncino come quelli bianchi che i bambini libereranno dalla pista d’atletica per aggrapparsi e trasformare la fine di un sogno, di una vita e di un foglio attaccato con l’anima in un nuovo sogno, in una nuova vita.

La vita del Varese è tutta qui: dategli un filo, riuscirà ad afferrarlo e a dare tutto per arrivare a toccare il cielo. Non finisce qui.

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