Roma, 19 nov. (TMNews) – Giornata di silenzio pre elettorale in Spagna. Le elezioni politiche di domenica sanciranno il ritorno della destra al potere dopo otto anni: l’unico dubbio che – stando ai sondaggi – è ancora lecito nutrire è se Mariano Rajoy, candidato premier per la terza volta, potrà governare con una maggioranza assoluta o sarà viceversa costretto a una coalizione.
Nessuna speranza dunque di un terzo mandato socialista, con il governo – e di riflesso il partito – affossato da un quadriennio di crisi economica gestito non troppo brillantemente e i cui effetti peggiori si sono avuti proprio nell’ultimo anno di José Luis Rodriguez Zapatero; neanche la virtuale sconfitta del terrorismo basco dell’Eta è valsa a riequilibrare la bilancia a favore del candidato Alfredo Perez Rubalcaba.
La vittoria di Rajoy tuttavia rischia di rivelarsi un calice avvelenato, quanto meno in materia economica: è probabile che la pressione dei mercati non si attenui con il cambio della guardia e che le politiche di Madrid finiscano – come sottolineano non pochi giornali spagnoli – per essere dettate da Berlino.
Mgi
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