VARESE C’è un solo modo per festeggiare Garibaldi. Fare le cose senza troppa pubblicità, per non far arrabbiare la Lega che domina Palazzo Estense. Così stanno le cose: e a dimostrarlo il fatto che il 150esimo della battaglia di Biumo è già tra i programmi della commissione cultura, la quale, però, si sta muovendo con riserbo. «Ogni volta che si parla di Garibaldi, Risorgimento e Unità d’Italia, a Varese scoppia il finimondo – ammette il presidente della commissione cultura Franco Prevosti (Forza Italia) – ma vorrei ricordare che se oggi noi ci troviamo numerose statue di Garibaldi e
abbiamo ogni sorta di testimonianza storica che celebra quel periodo è perché Varese fu una città garibaldina, che piaccia o non piaccia». Insomma, dopo l’altolà della Lega alle celebrazioni e la proposta fortemente provocatoria dell’assessore Fabio Binelli di rimuovere dal centro della città la statua del garibaldino, la commissione cultura del Comune si ribella. Anche perché a presiederla è quel Prevosti che, negli anni, si è impegnato a “rispolverare” le statue che la città si era dimenticata. Nel 2002, fu lui a riportare alla luce il busto di re Umberto I, che oggi si trova nei giardini estensi.
QUEI BUSTI DI TROPPO
E, nella sala matrimoni, si trovano i due busti di re Vittorio Emanuele II e proprio di Garibaldi, che furono esposti anni fa su indicazione sempre di Prevosti. Insomma, la presenza del Risorgimento è molto concreta… palpabile. «La presenza di queste opere d’arte – prosegue il consigliere forzista – dimostra che non ci siamo inventati noi oggi l’importanza di Garibaldi. Ma che la città di Varese, nei decenni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, amava e teneva in grande considerazione l’eroe dei due mondi, prima figura di eroe globale nella storia». Per quanto riguarda le celebrazioni per il 150esimo «ci stiamo lavorando, non c’è bisogno che Mirabelli ce lo ricordi. La commissione, insieme ai Monelli della Motta, ha in mente un programma».
Lo scontro tra leghisti e filogaribaldini è all’inizio. Il consigliere del Pd Mirabelli propone addirittura un referendum popolare
sul destino della statua.
REFERENDUM POPOLARE«Sulla proposta di Binelli di rimuovere la copia della statua del garibaldino collocata in piazza Podestà dai nostri nonni, invito la giunta a sottoporla a un referendum tra i cittadini – dice Mirabelli – credo che ci sarebbero delle sorprese perché nessuno, nemmeno la Lega, può permettersi di riscrivere la storia a proprio comodo». Il consigliere democratico va infatti all’attacco. «L’idea di cancellare il ricordo dei varesini illustri che hanno partecipato al Risorgimento contraddice la volontà tanto sbandierata dalla Lega di rivalutare la
storia locale – accusa – capisco sia imbarazzante accettare il fatto che l’unità d’Italia sia opera di figli del Nord. Spiace constatare che il segretario cittadino di Fi Colombo, per quanto riguarda Garibaldi, sembra essere appiattito sulla stessa posizione della Lega. Prendiamo atto che, al posto della battaglia di Biumo, che fa parte della nostra storia, preferirebbe celebrare i dieci anni di piazza Tien An Men, cosa sulla quale il Pd sarebbe anche d’accordo ma che, con la nostra storia, non c’entra nulla».Marco Tavazzi
e.marletta
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