Steidl vota in redazione «Sento profumo di libertà»

Il candidato sindaco dei Cinque Stelle aderisce alla nostra iniziativa: «Da 20 anni coalizioni forzate impediscono di onorare programmi»

– Anche un candidato alle prossime comunali di Varese ha ritagliato, dalle pagine del nostro giornale, il tagliando per partecipare al sondaggio sul sindaco ideale. Alberto Steidl, architetto che da quasi trent’anni ha lo studio alle Due Strade, fra viale Borri e via Gasparotto, punta a far sventolare la bandiera del Movimento Cinque Stelle su palazzo Estense. E lo ha rimarcato presentandosi nella nostra redazione, davanti all’urna che gli ha già consegnato parecchie preferenze, consentendogli di tallonare Enzo

Rosa, uno dei rifondatori del Varese Calcio che guida di misura la classifica. Segue il nostro Francesco Caielli, davanti a Roberto Bof e Stefano Coppa, indicato con questa motivazione: «Perché ha dichiarato di lasciare la poltrona di presidente della Pallacanestro Varese». Fra chi ha ricevuto un solo voto – pubblicheremo a breve l’elenco – c’è anche il cantante degli Oasis Liam Gallagher. Ma la nostra iniziativa non è una goliardata e vuole essere per la città un’iniezione di democrazia partecipativa.

Perché corro per palazzo Estense con lo slogan «Varese respira se cambia» e ogni lettera di «respira» corrisponde a uno dei punti che stanno cuore al Movimento Cinque Stelle. Sapete la lettera p a cosa si riferisce? Alla parola partecipazione, che anima la vostra meritevole iniziativa. La sovranità della città deve tornare ai cittadini.

Forse le verifiche quotidiane sono eccessive ma periodicamente sono necessarie e indispensabili per non incorrere nei passi falsi a cui si assiste almeno da 20 anni a questa parte. Chiunque si candida si presenta sempre con programmi ottimi che però vengono regolarmente disattesi. Sentire il fiato sul collo dei cittadini non può che fare bene alla Pubblica Amministrazione.

La ragione è semplicissima e coincide con quell’ammucchiata che non consente a ciascuno di fare il proprio dovere, quando si pensa a superare le situazioni di impasse con coalizioni forzate. In questo caso tutto diventa più difficile. Bisognerebbe invece insistere sul programma che il candidato, una volta eletto sindaco, deve pensare a rispettare senza l’ossessione di puntellare maggioranze e senza piegarsi a logiche di partito.

Da un anno e mezzo e l’ho coltivato con tutto il movimento. Ci troviamo ogni lunedì sera al Circolo di Belforte e al venerdì nel mio studio di architettura.

Perché amo l’urbanistica che ha molto a che fare con la politica come si può capire considerando la visione sociale della città e la costruzione di essa. Vi faccio però una confidenza: se non avessi fatto l’architetto avrei scelto come professione quella del cuoco perché i due ambiti non sono così lontani: ci vuole precisione e studio sia per mettere insieme un buon calcestruzzo che per dare vita a una ricetta. Qualche anno fa, mi sono presentato da privatista al Falcone di Gallarate per diplomarmi come chef.

Da sempre porto avanti l’idea della green economy: tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai posta al centro di un progetto serio per mancanza di competenze o di volontà. Eppure, con impegno e studio, potremmo fare diventare i quartieri di Varese quelli più ecosostenibili d’Europa.