VARESE Luca era al volante, Andrea sedeva accanto a lui; sul sedile dietro, in corrispondenza del posto di guida, Paolo; in mezzo vi era Eride, e infine a destra Odoardo. Cinque amici in macchina, allegri e spensierati, come si può esserlo una sera d’estate a vent’anni. Salgono in quest’ordine sulla Fiat Punto bianca, lunedì 27 luglio, intorno alle nove e un quarto, per correre verso Gallarate, dove li avevano preceduti altri cinque amici, partiti da piazza Monte Grappa qualche minuto prima.
Per tre di loro, Luca, Andrea e Paolo, sono gli ultimi istanti di vita. Ma prima tutti e cinque sono coinvolti in un incidente che non avrà conseguenza gravi su nessuno di loro: la Fiat Punto urta il new jersey, quasi cinquecento metri dopo l’ingresso in autostrada: è ancora ben visibile il segno sulla barriera. Quindi si ribalta, e procede per un centinaio di metri strisciando sul tetto, rimanendo quasi per intero sulla carreggiata di sorpasso, e fermandosi dopo una semicurva, con il muso verso Milano e la coda che guarda Varese.
In quel momento sono tutti vivi: lo dicono i sopravvissuti, Eride Lonati, e Odoardo Girardi. La conferma arriva anche dai risultati dell’autopsia: Luca Vilardi, Andrea Minonzio e Paolo Dal Fior sono morti per ferite da impatto, perché sono evidenti sui loro resti le infiltrazioni emorragiche dovute allo schiacciamento tra le lamiere. Uccisi dunque solo dopo l’arrivo della Mitsubishi Grandis condotta da Giancarlo Trabucchi, che trascina la Punto per altri 200 metri. Odoardo, che si ritrova dalla parte del new jersey, ed Eride, fanno appena in tempo ad uscire dalla macchina.
s.bartolini
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