Su Clerici è bufera Anche il web si divide

Su Clerici è bufera
Anche il web si divide

«Sprovvedute che sarebbero dovute stare a casa a giocare con le barbie». Le dichiarazioni di Stefano Clerici, affidate alla propria pagina Facebook stanno monopolizzando il dibattito politico nella Città Giardino.

L’opposizione compatta chiede con forza le dimissioni dell’assessore all’ambiente. Appello raccolto anche dal mondo culturale varesino attraverso la figura carismatica di Valerio Crugnola, il quale ha lanciato attraverso il proprio profilo Facebook una vera e propria campagna anti-Clerici invitando tutti a postare sulla propria bacheca il dissenso per le dichiarazioni del’assessore.

Anche Forza Italia non si è esposta sulla posizione del proprio iscritto. La coordinatrice lombarda, Lara Comi, si è infatta limitata a commentare: «Adesso bisogna solo pensare a riportarle a casa. Non c’è spazio per sterili polemiche».

Solo la Lega Nord si è schierata compatta con Stefano Clerici, evitandogli quindi di essere con le spalle al muro. «Una posizione condivisibile» ha commentato Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone e segretario provinciale del Carroccio.

Queste le reazione politiche, ma sui social network impazza il dibattito e non dà l’impressione di calmarsi, anzi. La rete è decisamente divisa tra chi condivide le dichiarazioni di Clerici, difendendolo a spada tratta e chi le interpreta come l’ennesimo tentativo di strumentalizzare una vicenda nazionale per potersi mettere in mostra e guadagnare consenso. Stiamo assistendo anche alla nascita di gruppi di discussione che invocano con forza le dimissioni dell’assessore. Ed è proprio questa la lettura della maggioranza dei lettori de La Provincia: i risultati del nostro sondaggio, infatti parlano chiaro.

Su un campione di più di 500 votanti (dato aggiornato alle 1.12, l’ora di chi scrive), circa il 62% bolla come populiste le frasi di Clerici. Il sondaggio però resta aperto, quindi non si escludono improvvisi ribaltamenti.

Invitiamo i lettori che vorranno commentare la notizia ed arricchire la discussione a usare toni moderati e rispettosi del dolore che le famiglie delle due ragazze stanno vivendo. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma chi vorrà farlo sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook è pregato di farlo in maniera educata, evitando termini offensivi.

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