Roma, 1 apr. (Apcom) – L’Italia deve vincere “perché è il risultato che questa squadra ha l’obbligo di inseguire sempre, contro chiunque ed il qualunque circostanza”, ma le parole e i valori tecnici non bastano. Marcello Lippi lo sa bene e alla vigilia di Italia-Eire utilizza una frase storica di Giovanni Trapattoni, che stasera affronterà per la prima volta da avversario gli azzurri. “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco…”, scherza
ma non troppo Lippi nella conferenza stampa di ieri a Coverciano. “Vogliamo vincere a Bari – ha detto il ct – tutti siamo convinti che andare a +5 sull’Irlanda sarebbe un gran bel vantaggio, ma questa partita bisogna prima vincerla. E’ proprio il caso di rispolverare quel modo di dire. Abbiamo grande rispetto per l`Irlanda e per chi l`allena, per questo non dobbiamo pensare di avere già il risultato in tasca”.
In caso di successo, gli azzurri volerebbero a +5 sugli
irlandesi con la qualificazione diretta ai Mondiali ormai di
fatto ipotecata. Ma Lippi, anche qui, mantiene il profilo basso:
“Se battiamo l`Irlanda – avverte il ct – comunque non chiudiamo
il conto. Mancheranno ancora 4 partite e 12 punti a
disposizione”. Chiede tranquillità Lippi, dopo le tante polemiche
per la mancata convocazione di Antonio Cassano e i paragoni col
gruppo mondiale di tre anni fa. Il tecnico viareggino ribadisce
la sua posizione: “Stiamo lavorando da 6-7 mesi appena:
lasciateci lavorare per far amalgamare in nuovi con i campioni.
La vera Italia si vedrà tra un anno e mezzo, se avremo la
fortuna di qualificarci”.
L`Italia torna a Bari per l`ottava volta. L’ultima risale al 28 marzo 2007: c`era la Scozia, la partita era valida per le qualificazioni agli Europei di Austria-Svizzera 2008, e l`Italia vinse con una doppietta di Luca Toni. Quella di domani sarà ovviamente la sfida tra due grandi del nostro calcio, Lippi e il Trap, la cui straordinaria carriera non ha avuto certo nella Nazionale il suo punto
più alto, anzi. “La bravura di un allenatore – ha detto Lippi – consiste nel saper sfruttare al massimo le potenzialità dei suoi giocatori: Trapattoni lo sta facendo. Mi aspetto un’Irlanda aggressiva, determinata. Non mi aspetto che il Trap si inventi qualcosa, ma certamente un avversario grintoso”. Il ct azzurro ha elogiato l’Eire, che “finora ha giocato un girone splendido” ed è di fatto l’unica avversaria per il primo posto.
Lippi, come consuetudine, non ha fornito alcuna indicazione
sulla formazione: “I ragazzi si sono allenati bene ma voglio
essere sicuro che abbiano recuperato la condizione e dunque
deciderò all`ultimo”. Parole a parte, le anticipazioni della
vigilia vedono come probabile un tridente composto da destra a
sinistra da Simone Pepe, Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi. A
centrocampo, insieme agli intoccabili Andrea Pirlo e Deniele De
Rossi, dovrebbe toccare a Matteo Brighi, mentre la difesa
dovrebbe essere confermata rispetto alla gara col Montenegro,
con Gianluca Zambrotta e Fabio Grosso sulle fasce e Fabio
Cannavaro e Giorgio Chiellini coppia centrale.
Il tormentone della vigilia, più che sulla gara in sé, riguarda
le possibili contestazioni del pubblico per la mancata
convocazione di Cassano, talento sbocciato tra le strade di Bari
vecchia. Lippi ne ha parlato così: “Mi aspetto che Bari faccia
quello che fanno tutte le città italiane quando arriva la
nazionale. Mi aspetto un grande tifo perché alcuni di questi
ragazzi straordinari due anni fa hanno regalato all’Italia
qualcosa di straordinario, mentre altri stanno provando a
regalare qualche altra cosa. Per il resto la gente è libera di
fare quello che vuole, nessuno glielo impedisce”. A rassicurarlo
sono arrivate le parole del sindaco Michele Emiliano. “I fischi
a Lippi non ci saranno, Bari è la città preferita in questo
momento dalla Nazionale italiani e i baresi lo sanno bene.
Stiamo imparando a reagire in modo diverso davanti ai piccoli
imprevisti. Qualora qualche fischio sparso dovesse esserci
ugualmente, sarebbe del tutto casuale e certamente non
organizzato”.
Cep
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