Busto Arsizio Assoluzione in appello per l’ex sindaco di Busto Gianfranco Tosi (in carica dal 1993 al 2002), quattro assessori componenti la sua giunta all’epoca dei fatti, Luciana Ruffinelli, Fausto Albè, Marco Fontana e Claudio Grillo, e tre funzionari comunali. La vicenda riguarda gli ormai celebri super stipendi concessi dalla giunta Tosi a mezzo delibera (quindi in modo assolutamente pubblico) ai dipendenti comunali meritevoli che si erano distinti per qualità, quantità e celerità nel lavoro.
La sentenza di secondo grado arrivata intorno alle 12 di ieri a Milano non fa che confermare quanto già deciso dal gup di Busto Donatella Banci in sede di udienza preliminare (primo grado): tutti assolti per non aver commesso il fatto. In sintesi, sul piano penale, gli emolumenti concessi dalla giunta Tosi sono assolutamente legittimi. Nessun illecito è stato commesso. «Credo che a questo punto la vicenda sia chiusa – commenta Attilio Fontana, avvocato difensore di Tosi – C’è una sentenza di Cassazione pesantissima che, entrando nel merito, sancisce la totale innocenza di altri due indagati (Mario Rossini e Aldo Stefanazzi, altri due assessori dell’epoca) che non avevano scelto riti alternativi. La Corte d’Appello di Milano ha autorevolmente assolto anche gli altri indagati confermando il primo grado».
Difficilmente ci saranno altre impugnazioni. Donatella Banci aveva già scritto la giusta chiosa alla storia (confermata da Cassazione e Appello) il 28 maggio 2007. Nelle sue motivazioni, depositate 90 giorni dopo la sentenza, il gup aveva ravvisato «un’equivalenza tra la retribuzione di posizione prevista dal contratto nazionale in materia di funzionari comunali e l’indennità di posizione concessa dalla giunta Tosi a dipendenti particolarmente meritevoli». Legittimando, così, le decisioni assunte: in realtà è una sola delibera, datata
2002, quella al centro dell’inchiesta giudiziaria. Le altre, anteriori, erano state eliminate dalla sopraggiunta prescrizione. «Un sentenza giusta quella in sede d’appello, sostanziale sia dal punto di vista del diritto che della giustizia» ha commentato Fontana, ribadendo il principio di Tosi in base al quale «si voleva incentivare il lavoro all’interno della macchina comunale premiando chi lavorava meglio e di più». Ora resta aperta la vicenda legata alla Corte dei Conti, questione di tutt’altro piano.Simona Carnaghi
f.artina
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