Alla scoperta dei laghi perduti. Il Sacro Monte di Varese non smette di stupire e rivelare segreti di una montagna davvero incantata. Stiamo parlando di due scoperte sensazionali, frutto delle ricerche d’archivio dell’instancabile professore varesino . Dopo le scoperte dell’antico abitato alla prima cappella, le ricerche del professore, fattesi sempre più ferventi, hanno portato alla luce l’esistenza di antichi acquedotti, risalenti al 1.500, opera delle suore del monastero di Santa Maria del Monte, e, contemporaneamente, di interessanti laghi sotterranei.
Renzo Talamona da sempre si è occupato degli studi della via Sacra, ma queste scoperte si discostano dai monumenti e dalle opere di storia dell’arte, per avvicinarsi invece alla comunità viva e alla storia del natura del territorio. Poi ci sono curiose coincidenze che sanno di destino e la macchina delle ricerche si mette in moto. “Varese nascosta”, associazione culturale di cui è presidente, ha deciso di mettersi sulle tracce di questi laghi nascosti e così, venerdì scorso«quando Talamona mi ha parlato di questa cosa» afferma lo stesso Badoglio, «ho deciso di farla diventare un progetto e sabato ho postato sul gruppo Facebook l’iniziativa che ho deciso di intraprendere. Dopo soli 30 minuti avevo composto il gruppo, “Geographical Research” di, individuato le linee e convocato le persone. Inoltre ho incluso chiunque mi ha cercato privatamente anche senza conoscerlo; come per esempio uno speleologo di nome ». Ma facciamo chiarezza: quali le ipotesi che si possono fare per spiegare la natura di questo antico sistema idrico che scorre sotto il centro abitato del Sacro Monte e in parte risale la montagna verso il Campo dei Fiori? «Si tratta di un sistema che serviva all’approvvigionamento idrico dell’antico centro abitato. Non solo: è ipotizzabile, sempre alla luce delle recenti scoperte, l’esistenza di una serie di laghetti sotterranei, probabilmente in posizione più elevata rispetto al borgo, collegati alla rete idrica». « La scoperta storica apre una nuova frontiera per lo studio della Varese antica, e in particolare del Sacro Monte. Consentirà infatti di comprendere come gli abitanti del borgo riuscivano a condurre la propria vita quotidiana, risolvendo problemi concreti come l’approvvigionamento dell’acqua».
«Quasi sempre», ha sottolineato il professor Talamona, «il Sacro Monte viene considerato e studiato solo per la valenza architettonica della Via Sacra e per il valore istituzionale del luogo. Ma completamente sconosciuta è la storia delle “persone comuni”, la vita quotidiana del borgo». Le scoperte saranno, nei prossimi giorni, oggetto di verifiche sul campo, grazie al progetto “I Laghi nascosti”, promosso dall’associazione “La Varese Nascosta”, in collaborazione con la Geographical Research Association Onlus di Michael Bolognini.













