Roma, 17 mar. (Apcom) – Dopo aver compiuto un passo significativo
sull’allentamento del segreto bancario, la Svizzera mette le mani
avanti. In un’intervista al Financial Times, il ministro delle
Finanze elvetico, Hans Rudolf Merz, mette in guardia
dall’aspettativa di ricadute immediate di questa decisione:
“Potrebbero essere necessari anni prima che la normativa
necessaria entri in vigore”. In particolare, Merz spiega come
“rinegoziare” almeno una settantina di accordi bilaterali sul
regime fiscale “non sarà così rapido”, anche perché il parlamento
svizzero dovrà essere chiamato a ratificarli uno per uno.
La controversia sul segreto bancario e sull’evasione fiscale
crea forti attriti fra la Svizzera e la Germania tanto che il
governo elvetico intende convocare l’ambasciatore tedesco a
Berna. La Svizzera si sente offesa dai commenti del ministro
delle finanze tedesco Peer Steinbrueck, che ha paragonato i
vicini elvetici agli “indiani” d’America ai quali è bastato far
credere che fossero su una lista nera dell’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) perché si
spaventassero e cedessero alle pressioni. E ieri Steinbrueck ha
rincarato la dose, esprimendo dubbi sulla reale disponibilità
della Svizzera e dell’Austria a lottare contro l’evasione fiscale
e ha chiesto a Berna e Vienna di dimostrare “con fatti concreti”
che non si tratta di vane promesse.
Si tratta di affermazioni inaccettabili e sprezzanti, ha
commentato il ministro degli Affari esteri elvetico, Micheline
Calmy-Rey, come riporta la Swissinfo online. Il capo della
diplomazia elvetica ha assicurato che Berna protesterà con
l’ambasciatore tedesco in Svizzera, Axel Berg.
Fcs
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