Tagli anche in ProvinciaA rischio cento precari

VARESE Natale nerissimo e di incertezze per i lavoratori precari della Provincia di Varese: poco prima di Natale l’ente ha approvato il bilancio di previsione per il 2009 vantandosi di aver ridotto le spese per il personale rispetto all’anno precedente A metterla in questi termini era stato il presidente Dario Galli, difendendo l’utilità delle Province virtuose, come quella di Varese, e mettendo in guardia dai «veri» sprechi della politica. Ma meno soldi sul capitolo «personale» significano innanzi tutto meno

posti di lavoro. Quanti meno? Questo non è ancora dato saperlo, ma di sicuro quelli più esposti sono i 200 lavoratori precari impiegati da Villa Recalcati che ha preferito non approfittare della finestra utile per le stabilizzazioni (avviate invece da altri enti pubblici tra cui il Comune di Varese) preferendo la via dei concorsi da bandire non prima di giugno. Ma intanto al rientro dalle vacanze di Natale ai primi di gennaio rischia di ritrovarsi con gli uffici mezzi vuoti.

LAVORATORI SOSPESI
Tra i primi provvedimenti del ministro Brunetta c’è quello che vieta alle amministrazioni pubbliche di rinnovare i contratti di collaborazioni attivi da più di tre anni. E in questa condizione sono la stragrande maggioranza dei 200 precari della Provincia il cui contratto scade al 31 dicembre e non potrà essere rinnovato. Per evitare che l’esperienza e la competenza maturata da queste persone, a volte al servizio dell’amministrazione pubblica da più di otto anni andasse perduta, la Finanziaria 2008 aveva aperto una finestra per la loro stabilizzazione. Finestra di cui la Provincia, dopo aver rinviato più volte il tavolo di confronto con i sindacati, ha deciso di non sfruttare proponendo invece una situazione di questo tipo: procedere alla verifica delle concrete esigenze dell’ente per poter pianificare la razionalizzazione del personale in base alla quale indire dei bandi di concorso. E in attesa della pubblicazione di questi bandi, previsti per il secondo semestre del 2009, creare dei contratti a hoc, a tempo determinato per i co.co.co per mantenerli al lavoro fino al concorso. Il guaio è che le verifiche, per stessa ammissione dell’assessore Emilio Brunella, non sono ancora finite  «quindi non sono in grado di dire oggi quanti e quali posti metteremo a concorso», ha detto. Ma intanto il bilancio, è stato approvato, il taglio c’è ed è consistente. E di più, beffa delle beffe, ad oggi ufficialmente non si sa ancora nulla dei contratti «ponte»: quindi i collaboratori della Provincia sanno ce fino al dopodomani sono assunti, ma poi dovranno presentarsi in ufficio il 7 gennaio? E se sì, a quale titolo?

PROSPETTIVEIn questo quadro poi non tutti i 200 precari sono uguali. Ad esempio quasi la metà di loro sono insegnanti dell’Agenzia Formativa e l’idea è quella di cambiare forma giuridica all’ente in modo da poter continuare comunque le collaborazioni. Ci sono poi i «consulenti» con partite Iva «il cui inquadramento non è in discussione e quindi possono continuare così», spiega Brunella, ma il presidente Galli in occasione della conferenza stampa di fine anno ha precisato che proprio le consulenze per il 2009

sono state «ridotte all’osso», aggiungendo tra l’altro l’intenzione di non procedere automaticamente al tournover per la sostituzione di pensionamenti e trasferimenti. Quindi realmente esposti al rischio tagli sono un’ottantina di dipendenti che invece sono impiegati negli uffici della Provincia, di cui costituiscono un quarto del personale. Le Rsu sono determinate a spulciare il bilancio per capire quanti posti di lavoro la Provincia prevede di tagliare, ma intanto i contratti mercoledì scadono tutti. E di quelli nuovi ancora non si ha notizia.Lidia Romeo

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